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Il digiuno innesca la disintossicazione dell’organismo

San Basilio Magno e il digiuno L’abate Auger ha tradotto le omelie di questo dottore della Chiesa che, nel 330, è stato uno dei principali padri della Chiesa ortodossa e cattolica (encomiabile apertura mentale, per l’epoca!). Viene festeggiato sia in Occidente sia in Oriente. Nei suoi scritti scopriamo che il digiuno risale al primo uomo. Sono inoltre tratti esempi dall’Antico e dal Nuovo Testamento per presentare i vantaggi spirituali e fisici del digiuno. Basilio inizia la sua omelia affermando che non bisogna essere tristi quando si digiuna. Infatti (e questo è anche il mio parere) perché dovremmo essere tristi se stiamo rifiorendo, in ogni senso? Permettetemi di citarvi alcuni famosi brani di questa omelia. 

“Il digiuno è il sostegno della famiglia, il padre della salute, l’istitutore del giovane, l’ornamento dell’anziano, il gradevole compagno del viandante, l’amico fidato degli sposi. Un marito non mette in dubbio la fedeltà della moglie se la vede digiunare con gioia; una donna non è gelosa del marito se lo vede accogliere e apprezzare il digiuno. Il digiuno non ha mai rovinato una famiglia. Osservate quanto possedete oggi; osservatelo di nuovo in seguito e scoprirete che il digiuno non ha assolutamente ridotto la vostra fortuna. Allorché regna l’astinenza, nessun animale deve temere la morte e il sangue non cola da nessuna parte. Il coltello del cuoco rimane a riposo e la mensa si accontenta dei frutti che dona la natura. Il digiuno offre un momento di respiro a chi vi serve per tutto l’anno e può riposarsi dalle continue fatiche. Nella casa non si ode più alcun tumulto; il fumo e l’odore della carne ne vengono banditi. Rimane finalmente tranquilla la moltitudine di persone variamente impiegate al servizio della mensa, le quali vanno e vengono senza posa per eseguire gli ordini di un ventre insaziabile che chiede in continuazione e non è mai soddisfatto, che ha già dimenticato oggi quanto gli è stato dato ieri, di questo padrone duro e spietato. Il digiuno peraltro è atto a ispirare gioia e soddisfazione. Beviamo con piacere quando abbiamo sete, la fame insaporisce qualunque vivanda. Analogamente l’astinenza, che interrompe il corso della buona tavola, risveglia l’appetito e conferisce sapore alla carne. Se pertanto desiderate trarre piacere da ciò che mangiate, cambiate abitudini e digiunate. Essere sazi di delizie ne attenua il gusto e l’eccesso di piacere lo fa sparire. Le cose migliori stancano, se assaporate ininterrottamente. Apprezziamo con entusiasmo soltanto ciò che ci si presenta di tanto in tanto. Il sole appare più brillante dopo la notte, il risveglio è più piacevole dopo il sonno, la salute più dolce dopo la malattia; allo stesso modo, la tavola è più soddisfacente dopo il digiuno, sia per il ricco con la sua mensa sontuosa sia per il povero con il suo cibo semplice e frugale. Il digiuno non è utile soltanto per la vita futura, bensì contribuisce anche alla salute di questa vita. Una pinguedine eccessiva è soggetta a molte ripercussioni, perché la natura non è in grado di sostenerne il peso. Bevete invece dell’acqua. L’acqua non altera la testa, non lega i piedi e le mani. La cattiva digestione genera malattie incresciose. L’aspetto dell’uomo che digiuna può essere soltanto quello di un venerabile. Il colorito non è vivo né tinto di un rosso impudente, bensì abbellito da un modesto pallore; lo sguardo è dolce, il passo grave, l’aria riflessiva. Non si permette smodatezze; il suo verbo è tanto tranquillo quanto la sua anima è pura”. 

 
Incredibile, sono trascorsi 1.700 anni! 

 
 

Ecco ancora qualche istantanea sulla storia del digiuno. 
“E quando digiunate, non assumete aria malinconica […]. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto” (Matteo 6, 16-17). 

“Mosè rimase con il Signore quaranta giorni e quaranta notti, senza mangiar pane e senza bere acqua. Egli scrisse sulle tavole le parole dell’alleanza, le dieci parole” (Esodo 34, 28). 

 
 

Samuele, Sansone reso invincibile dal digiuno, Lazzaro, san Giovanni Battista, san Paolo, Gesù Cristo ecc. Parecchi scritti ne narrano le pratiche di digiuno. Il digiuno mette le ali alla preghiera, la eleva e la porta sino in cielo. Provare per credere. 

Il digiuno disintossica il corpo ben più velocemente delle cure di frutta 

 
 

Con questo testo antico, abbiamo già preso un po’ di quota. Il digiuno si distingue dalle altre cure nel senso che tale pratica risulta essere la più efficace per ripulire e quindi rivitalizzare, ma anche la più difficile da tollerare e da seguire. 

Vantaggi e svantaggi specifici del digiuno: 

 
 

– si tratta del metodo di pulizia più rapido;

 – è ovviamente quello meno costoso;

– è assai criticato dalla scienza medica attuale, mentre la medicina del passato lo raccomandava. 

Abbiamo un’eccessiva tendenza a ricorrere soltanto ai farmaci. Consideriamo questa pratica, consigliata fin dalla notte dei tempi, poco ortodossa e pericolosa. La associamo alla falsa idea dell’inedia e al concetto che l’alimento restituisce forza in caso di malattia. “Su, mangia un po’! Ti farà bene!”. La comprensibile inappetenza del malato non viene purtroppo considerata un messaggio del corpo; 

– il digiuno può provocare uno stato generale di acidosi, ma questo non accade nel caso della cura dell’uva. Può pertanto rivelarsi pericoloso se non seguito da uno specialista; 

– per un principiante praticare il digiuno è difficile. I parassiti psicologici sono innumerevoli; – pancreas e fegato ritrovano la carica, anche nei diabetici; 

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– la perdita di peso è garantita. Le prime volte sono difficili ma, in seguito, il corpo memorizza questo nuovo comportamento e tutto diventa più facile. 

Dopo un digiuno si osserva un’istintiva ricerca degli elementi veri, a scapito delle abitudini nocive quali dolciumi, intingoli pesanti, alcol e caffè. Inoltre, la padrona di casa ha del tempo libero (vengono dedicate cinque ore al giorno a cibarsi, preparare i pasti, fare la spesa, lavare piatti). 

Il digiuno innesca la disintossicazione dell’organismo 
È possibile seguire digiuni brevi, per esempio un giorno alla settimana. Lo consigliamo vivamente. Scegliete un giorno, sempre lo stesso, in modo che l’organismo abbia un suo appuntamento. Così facendo, protesterà di meno. 

È anche possibile prendere in considerazione piccoli digiuni di tre giorni, ma non è semplice. 

I digiuni più lunghi possono estendersi su varie settimane. In quest’ultimo caso è indispensabile ricorrere all’aiuto di uno specialista o recarsi in una clinica specializzata. Un digiuno lungo e non monitorato infatti può essere pericoloso. È necessario ricorrere alla presenza di un medico o di un igienista in grado di riconoscere una crisi di chetoacidosi, un avvelenamento da urea ecc. Durante i miei studi pratici di naturopatia con il dottor André Passebecq, dopo venti giorni di digiuno un principiante è deceduto nonostante le direttive del dottor Passebecq, ossia il tassativo ordine di smettere subito il digiuno. Attenzione!

Come procedere 
Quando? L’estate è la stagione in cui risulta più facile. In estate gli animali perdono peso, mentre ingrassano d’inverno. Cionondimeno, qualunque periodo atto alla disintossicazione è favorevole (cosa valida anche per tutte le altre cure). Ci riferiamo soprattutto alla primavera (pulizie di primavera), ma l’autunno è comunque un buon periodo. 

Se la Luna è favorevole, ancora meglio. Quando si trova nel segno della Vergine, l’eliminazione riguarda soprattutto il fegato. Se si trova nella Bilancia, riguarda i reni. Consultate un lunario per individuare queste posizioni. È preferibile scegliere un periodo di Luna discendente, cioè dal punto più alto della curva evolutiva a quello più basso. Attenzione a non confonderla con la Luna calante, che da piena diventa nuova. Non è la stessa cosa. Inoltre, quando la Luna crea un sestile o un trigono con il Sole, il periodo è ancora più favorevole (consultatene i movimenti sul lunario). 

Non credete agli effetti della Luna sul corpo? Osservate le maree e provate a immaginare che l’acqua del vostro organismo (l’ottanta per cento) non ne sia influenzata. 

Un appuntamento 
Se della durata di un giorno, il digiuno può costituire un drenaggio settimanale. Digiunare è fondamentale in caso di malattia grave, perché permette all’organismo di utilizzare tutta la sua energia per combattere la malattia. Se insorge una malattia acuta, il digiuno consente di riprendersi rapidamente. Le funzioni naturali quali il sonno si riequilibrano. 

Gli effetti prodotti 
Dopo il digiuno si prova meno desiderio di eccedere con il cibo e di assumere alcol, tabacco, caffè o sostanze eccitanti. Lo stesso accade dopo una monodieta, in particolare la cura dell’uva. 

Nella maggior parte delle patologie croniche, un programma di digiuno ben preparato permette pian piano all’organismo di attraversare crisi di disintossicazione (malattia acuta) e pertanto di risolvere il problema. Di conseguenza, la lingua impastata durante la malattia torna a essere pulita alla fine del digiuno. 

Un aiuto durante il digiuno 
La nostra alimentazione industriale, dall’alto contenuto di pesticidi e concimi, ci costringe a periodi di pulizia. Spesso, il terzo giorno di digiuno è quello più delicato, perché trascina con sé sudorazione, febbre ecc. Se l’intestino non si sblocca, è possibile aiutarlo assumendo cinque grammi di cloruro di magnesio in acqua o in una tisana idonea, se necessario varie volte al giorno. Il risultato è spettacolare! A inizio libro troverete segnali e sindromi da eliminazione. Possono infatti accadere tante cose. 

L’alimentazione dopo un digiuno 
Durante il digiuno occorre bere da due a tre litri d’acqua al giorno. Riprendere l’alimentazione costituisce un rituale importante tanto quanto il digiuno stesso. Bisogna sapere che, dopo il periodo di astinenza, l’organismo divora tutto ciò che introduciamo. Sarà pertanto necessario riprendere l’alimentazione con succhi di verdura. Poi, poco a poco, introdurremo verdura cruda, quindi cotta, frutta e soltanto molto tempo dopo carne, zuccheri e farinacei. Ho descritto in maggior dettaglio questa ripresa all’inizio del libro Après la cure, la reprise alimentaire. Il percorso è lo stesso. 

Un errore da non commettere 
La maggior parte di coloro che digiunano riprende a mangiare in maniera catastrofica, il che ne annulla non solo gli sforzi ma che, se istantanea, risulta ben più nociva del seguitare a ingerire cibi “chimici”. In linea di massima, nei digiuni attuali la ripresa dura tanto quanto i giorni di digiuno stesso. 

Ahimè, il digiuno fa paura 
La sola idea di intraprenderlo talvolta mette i brividi. Inoltre, essendo un processo incredibilmente efficace, compaiono alcuni segni benigni di disintossicazione. Quello più diffuso è il mal di testa, per esempio. Benché costantemente informata, la persona vede confondersi le sue convinzioni mediche: ha mal di testa e quindi qualcosa non va. Abbandona pertanto il digiuno, proprio nel momento fatidico in cui bisognerebbe fare tutto tranne abbandonare. In conclusione, raccomandiamo di digiunare un giorno alla settimana, sempre lo stesso. Se per voi è davvero inconcepibile, seguite in quel giorno una monodieta di frutta ben scelta. Scegliete il giorno adatto, un giorno attivo, cosicché siate occupati, un giorno in cui il contesto di stress è maggiormente favorevole. Scegliere sempre lo stesso giorno facilita le cose moltiplicandone il successo e gli effetti, perché l’organismo “attende” questo appuntamento di vitalità. E la salute rifiorisce!

Ramadan e Quaresima 
Il Ramadan è un mese di digiuno seguito per il settanta per cento da cinque milioni di musulmani in Francia. Richiede di digiunare ogni giorno, dall’alba al tramonto. Prima dell’alba si consuma un pasto veloce e dopo il tramonto un pasto della festa. Questa è la versione ufficiale. Il concetto di sacrificio e di preghiera è importante e degno di essere onorato. Ma come avrete giudicato da voi, non si tratta assolutamente di digiuno, bensì di uno spostare gli orari dei pasti. Il concetto di pasto della festa talvolta genera addirittura un “consumo eccessivo di alimenti” che si ripete. Per la Quaresima cristiana il digiuno, che in passato ricopriva parecchia importanza, ai nostri giorni viene poco considerato. Tutt’al più, ci si astiene dalla carne il Venerdì Santo. Nel digiuno invece ci si astiene dal cibo dalle sette del mattino alle sette del mattino successivo.

Bibliografia: Jean-Marie e Natalie Delecroix. “Le otto cure rivitalizzanti”

https://www.dionidream.com/digiuno/

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