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ENDOMETRIOSI: RIMEDI EFFICACI PER ALLEVIARE I SINTOMI

ENDOMETRIOSI: Poiche’ molte donne che vengono da noi ne soffrono vi diciamo subito che
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Ma guardiamo di che cosa si tratta e che cosa propongono gli altri…. 

Endometriosi: rimedi efficaci per alleviare i sintomi

L’endometriosi è considerata una malattia piuttosto complessa. Sottoporsi a una diagnosi quando si sospetta di aver sviluppato l’endometriosi è fondamentale per capire meglio quali siano davvero le proprie condizioni di salute.

Una diagnosi precoce in caso di endometriosi può salvare dall’aggravamento della malattia e dall’infertilità. Dolori forti ed anormali durante le mestruazioni rappresentano uno dei sintomi più comuni dell’endometriosi.

Il 10% delle donne è colpito da questa malattia durante l'età riproduttiva. Alcune donne si trovano ad affrontare dolore pelvico cronico e durante i rapporti sessuali. Come spiega la Fondazione Italiana Endometriosi, questa patologia riguarda la presenza di tessuto simile all'endometrio (che ricopre la cavità interna dell'utero) fuori dalla cavità uterina.

L’endometriosi di solito viene trattata con i farmaci antidolorifici, con i farmaci ormonali e con la chirurgia, ma ci sono altre fonti importanti di aiuto che aprono le cure ad una visione globale della persona: il supporto psicologico, la giusta dieta, uno stile di vita adatto per migliorare le proprie condizioni di salute, l’aiuto che possono offrire le medicine complementari come l’omeopatia e l’agopuntura e i rimedi erboristici.

Ecco alcuni spunti interessanti per scoprire dei rimedi adatti ad alleviare i sintomi dell’endometriosi. Vi consigliamo di approfondire ogni punto consultando i vostri esperti di fiducia.

1) Alimentazione per alleviare i sintomi
I sintomi dell’endometriosi si alleviano a partire dall’alimentazione. E’ ormai assodato che ciò che mangiamo influenza il nostro stato di salute. Nel caso dell’endometriosi le indicazioni alimentari degli esperti sono ben precise: seguire una dieta ricca di fibre (che devono rappresentare almeno il 20-30% del piatto), mangiare cibi ricchi di omega 3, non esagerare con la carne e i latticini, perché possono contenere inquinanti ambientali e perché possono favorire i processi infiammatori. Qui maggiori informazioni.

2) Stile di vita sano
Uno stile di vita più sano, rilassato e meno stressante può essere utile per vivere meglio alle donne che si trovano ad affrontare l’endometriosi. Sappiamo che questa malattia può portare molto dolore e sofferenza nelle donne che ne soffrono e che spesso, purtroppo, i suoi sintomi vengono sottovalutati. Il consiglio è di seguire uno stile di vita equilibrato con una giusta attività fisica. Bisogna inoltre porre più attenzione alla possibile esposizione al bisfenolo A e ai pesticidi ed evitarla il più possibile perché queste sostanze negli ultimi anni sono state associate alle cause della malattia.

3) Agopuntura per ridurre il dolore
Secondo la medicina tradizionale cinese l’endometriosi può essere legata a diversi fattori, tra cui troviamo lo stress, una cattiva alimentazione, l’affaticamento fisico ed emotivo, ma anche altre situazioni che possono comprendere traumi, aborti e utilizzo di medicinali anticoncezionali. L’agopuntura può intervenire per ridurre i sintomi dell’endometriosi agendo sui punti del corpo più indicati, ad esempio, per ridurre il dolore. L’agopuntura può calmare le reazioni del sistema nervoso e può regolare la produzione di ormoni. Nella medicina convenzionale in caso di endometriosi spesso si individua uno squilibrio ormonale che viene trattato con i farmaci. Rivolgetevi ad un medico esperto di agopuntura per comprendere se questo tipo di trattamento potrebbe fare al caso vostro. Qui maggiori informazioni su agopuntura e endometriosi.

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4) Tisana allo zenzero per alleviare la nausea
Bere una tisana allo zenzero è uno dei rimedi naturali consigliati per alleviare la nausea che può presentarsi nelle donne che soffrono di endometriosi. Lo zenzero e la tisana allo zenzero vengono suggeriti come rimedio antinausea anche durante la gravidanza e in viaggio. Potete acquistare la tisana allo zenzero in bustine in erboristeria e chiedere al vostro erborista di fiducia maggiori informazioni sulle modalità di assunzione di questa bevanda come rimedio naturale per alleviare la nausea in caso di endometriosi.

5) Omeopatia e endometriosi
Secondo l’omeopatia, l’approccio chirurgico da solo non è adatto a risolvere del tutto il problema dell’endometriosi, dato che si tratta di una malattia molto complessa che è necessario osservare da diversi punti di vista. Inoltre, ogni caso è a sé. Per questo motivo è opportuno rivolgersi ad un equipe di esperti per conoscere meglio quali possano essere i rimedi omeopatici per l’endometriosi a seconda delle proprie condizioni di salute. Qui maggiori informazioni.

Marta Albè di Greenme.it

Medicina: endometriosi nemica della fertilità
L'endometriosi colpisce una percentuale elevata di donne ed è considerata una delle principali cause di infertilità.

A soffrirne è tra il 5% il 10% della popolazione femminile, ma in molti casi la diagnosi arriva troppo tardi, tra i 5 e 10 anni dall'inizio dei sintomi.

IL 19 marzo E’ la Giornata mondiale dedicata alla malattia, celebrata con una 'marcia internazionale' che avrà luogo in più di 50 capitali del pianeta, Roma compresa dove la partenza è prevista alle 11, in piazza del Popolo.

L'endometriosi consiste nella formazione e crescita di tessuto endometriale al di fuori dell'utero, in particolare nella cavità pelvica e nelle ovaie, dietro l'utero, nei legamenti uterini, nella vescica o nell'intestino (sebbene possa verificarsi anche al di fuori dell'addome come nei polmoni o in altre parti del corpo), causando gravi crampi con sanguinamento irregolare e pesante, così come cisti nelle ovaie.

La patologia altera la qualità della vita delle donne colpite, influenzando i loro rapporti, le relazioni familiari, sul lavoro e le capacità riproduttive.

Nonostante il trattamento aumenti le probabilità di ottenere una futura gravidanza, l'endometriosi può ridurre la fertilità di una donna, perché questa malattia è direttamente correlata alla diminuzione della riserva degli ovociti e al peggioramento della loro qualità. "Il sintomo principale dell'endometriosi è la sensazione di dolore che può avere diverse forme, da quello pelvico cronico alle mestruazioni dolorose, fino al dolore durante i rapporti sessuali, minzione faticosa o con sanguinamento.

Anche se questi segnali possono far nascere il sospetto di un problema di salute, a volte le donne legano questi dolori acuti al ciclo mestruale", spiega Daniela Galliano, direttrice del Centro Ivi, l'Instituto Valenciano de InfertiliTa  che ha da poco aperto il primo centro in Italia, a Roma. Nonostante i progressi compiuti nel trattamento del dolore e nel recupero della fertilità, oggi non esiste una cura e poco si sa circa le cause dell'endometriosi….ABBIAMO VISTO CHE E’ POSSIBILE USCIRNE!!!!!!

La malattia può essere ereditaria e di solito viene diagnosticata tra i 25 ei 35 anni.

Il suo sviluppo, però, inizia già con le prime mestruazioni regolari.

 

Roma, 18 mar. (AdnKronos Salute) 15:45

 

ENDOMETRIOSI:
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Endometriosi: sintomi, diagnosi e una nuova cura
Dolori violenti nella zona pelvica o in altre parti del corpo, difficoltà nel concepimento non spiegabili con altra causa clinica, gravidanza dolorosa o complicata. I sintomi appena descritti, nella donna in età fertile, potrebbero essere spie della presenza della endometriosi, una patologia ancora poco nota, le cui conseguenze invalidanti sono ben note alle pazienti che ne soffrono. Si tratta di una condizione assai più diffusa di quanto si possa pensare, difficile da riconoscere e diagnosticare e per questo pressoché sconosciuta fino a pochi decenni or sono. L”impegno di numerose associazioni (come Fondazione Italiana Endometriosi, Arianne Onlus, Associazione Italiana Endometriosi, AEndo, A.P.E. Onlus) ha richiamato l’attenzione dei medici su questa malattia insidiosa, oggi oggetto di ricerca e confronto all’interno della comunità medica.

Endometriosi: che cos’è?
La endometriosi è una patologia cronica, caratterizzata da presenza anomala del tessuto della mucosa interna dell’utero (endometrio) in altri organi come ovaie, peritoneo, vagina, tube, intestino. Questa malattia, assai diffusa negli ultimi anni, colpisce soprattutto pazienti tra i 30 e i 40 anni, tra il 5% e il 10% delle donne in età riproduttiva. 

Le cause della endometriosi sono a tutt’oggi poco conosciute, anche se i risultati di alcune ricerche hanno spinto a ipotizzare alcuni fattori di rischio come inquinamento, predisposizione genetica e mestruazioni retrograde. Sono stati formulati numerosi modelli teorici: il più accreditato fino a oggi è quello del ginecologo americano John Sampson, il primo a descrivere la malattia nel 1921, che però illustra solo alcuni tipi di endometriosi e non fornisce spiegazioni, ad esempio, per la localizzazione di tessuto endometriale ectopico – come si definisce quello presente fuori dalla sua sede naturale – in organi distanti dall’utero (polmoni, cervello). Per queste ultime una possibile descrizione, sempre restando in ambito teorico, arriva da altre tesi – metaplasica, genetica, metastatica vascolare o linfatica. Nessuna di queste è comunque accettata universalmente: le cause della endometriosi sono ancora oggetto di ricerca e confronto.

Si tratta comunque di una condizione clinica particolarmente insidiosa, che tende alla cronicizzazione, ragion per cui è importante porre una diagnosi precoce e intervenire in modo rapido. È soprattutto necessario che tanto il medico quanto il paziente sappiano riconoscere immediatamente i sintomi della endometriosi.

Endometriosi: sintomi e diagnosi
In alcuni casi la endometriosi si manifesta già alla prima mestruazione; in rari casi può colpire eccezionalmente anche nel periodo dell’infanzia, ancor prima del menarca. Non è emerso ad oggi alcun nesso causale con la gravidanza: la malattia si presenta in egual misura in donne che hanno avuto o non hanno avuto figli. Esistono tuttavia casi nei quali la gravidanza aggrava la patologia.

Con la cronicizzazione i sintomi della endometriosi diventano più severi: il tessuto ectopico causa aderenze negli organi che ha infiltrato, li rende meno elastici e ne compromette la funzionalità. Ciò avviene soprattutto negli stadi più avanzati della malattia, laddove le aderenze che si formano, ad esempio, nelle ovaie e nelle tube di Falloppio rendono complesso o addirittura impossibile il concepimento: parte del sangue mestruale fluisce verso la cavità addominale e qui le cellule vitali della mucosa uterina possono sopravvivere, soprattutto se le difese immunitarie sono compromesse. Nei casi più gravi si possono presentare rotture delle aderenze con rischio emorragico elevato.

Il profilo sintomatologico della endometriosi include manifestazioni varie, numerose e aspecifiche. Va anzitutto precisato che il tessuto ectopico infiltra di norma gli organi dell’area addominale, ma può attaccare anche zone più remote. Talvolta la malattia è del tutto asintomatica: in questi casi la donna scopre di essere affetta da endometriosi senza aver mai avvertito alcun disturbo, dai risultati di esami clinici specifici eseguiti, ad esempio, per la difficoltà di iniziare una gravidanza. In altre circostanze, l’endometriosi determina un quadro sintomatico caratterizzato da dolori particolarmente intensi, che possono arrivare ad essere invalidanti. I dolori aumentano in concomitanza con il ciclo mestruale, quando il sanguinamento è più abbondante perché anche il tessuto ectopico inizia a sanguinare e, impossibilitato a fuoriuscire dagli organi infiltrati come accade invece normalmente nell’utero, determina reazioni infiammatorie.

Volendo stilare un elenco dettagliato ed esaustivo non basterebbero le pagine di questo blog. Possiamo limitarci a proporre una lista dei sintomi più comuni dell’endometriosi, che comprende:

-dolore pelvico invalidante;
– dolore ovarico intermestruale;
– dolore durante o dopo l’atto sessuale;
– dolore durante l’evacuazione;
– infertilità;
– aborti spontanei;
– colite;
– affaticamento;
– sangue nelle urine;
– sanguinamento dal retto;
– menorragia;
– dismenorrea;
– metrorragia.

Una volta completata l’anamnesi, tappa fondamentale del percorso diagnostico, il medico dovrà procedere alla valutazione del dolore pelvico percepito dalla paziente: un metodo utile è la compilazione del questionario McGill (MPQ), la cui controindicazione principale è rappresentata dai requisiti di cultura e attenzione richiesti alla paziente e dai tempi piuttosto lunghi necessari per fornire risposta ai 78 indicatori del dolore di cui il test si compone. La indagine dello specialista si completa poi con un accurato esame obiettivo e prove diagnostiche come ecografia pelvica trans-vaginale, dosaggio di CA-125, clisma opaco, rettocolonscopia, urografia endovenosa, ecografia renale, cistoscopia e laparoscopia esplorativa. Il quadro che scaturisce potrà condurre un ginecologo esperto a una diagnosi certa di endometriosi.

Fa ben sperare una recente ricerca italiana, pubblicata nel 2014 sul Journal of Cellular Physiology, secondo cui si potrebbe arrivare a breve a una diagnosi precoce della endometriosi attraverso un test non invasivo, una semplice analisi del sangua in grado di rilevare variazioni della proteina Zn-alpha2-glycoprotein, i cui livelli sono più bassi nelle donne affette da endometriosi.

Endometriosi, le terapie standard
Proprio l’assenza di una sintomatologia specifica porta spesso a diagnosi errate e tardive. Secondo una statistica, la endometriosi viene diagnosticata in media sette anni dopo l’insorgere.

La medicina non dispone ancora di un approccio terapeutico in grado di guarire la endometriosi. A seconda dell’età della paziente e dalla gravità della patologia è però possibile attuare interventi mirati a contenere l’evoluzione della malattia e alleviarne i sintomi. Il primo step è sempre la correzione dello stile di vita, con un occhio attento alla cura dell’alimentazione: ridurre il consumo di carni rosse, latticini e zuccheri semplici può essere d’aiuto per contrastare l’avanzata della malattia e mitigare i sintomi.

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Esistono poi diversi percorso terapeutici farmacologici, impiegati di volta in volta per la cura della endometriosi. Farmaci antinfiammatori, pillola anticoncezionale, stimolazione elettromagnetica con onde pulsate si associano alla terapia ormonale (antagonisti del GnRH per la riduzione degli estrogeni) con l’uso combinato di estroprogenici (progesterone, spirale, anello vaginale) e androgeni quali danazolo e gestrinone. Nei casi in cui la terapia farmacologica risulti inefficace, si opta per un intervento chirurgico che permette la rimozione per via laparotomica del tessuto in eccesso.

Una efficace alternativa non farmacologica per la riduzione del dolore è rappresentata dalla elettrostimolazione PEMF, una modalità terapeutica da tempo collaudata in ambito ospedaliero e ambulatoriale e oggi disponibile per uso domestico. La realizzazione di dispositivi “wearable”, piccoli e facili da indossare, permette l’applicazione locale e prolungata dei campi elettromagnetici pulsati a bassa frequenza (Pulsed ElectroMagnetic Fields, da cui l’acronimo PEMF), la cui azione rinforza la naturale attività elettrica delle cellule e favorisce così la guarigione dei tessuti colpiti dalla infiammazione.

Endometriosi e fitoterapia, una nuova speranza dal sud-est asiatico
Potrebbe venire dall’Asia il nuovo rimedio naturale per i sintomi della endometriosi. Ad alimentare la speranza delle pazienti è la ricerca biomolecolare: un recente studio dei laboratori di Dexa Medica, una delle più grandi aziende farmaceutiche nel campo della medicina alternativa, dimostra che la Phaleria Macrocarpa può avere effetti lenitivi sui sintomi della endometriosi. SI PUO’ ASSUMERE MACROCARPA  IL FIORE AUSTRALIANO da ordinare in farmacia

Da tempo note e conosciute, le proprietà antinfiammatorie di questa pianta originaria dell’Indonesia e della Malesia potrebbero rivelarsi una panacea per questa seria patologia dell’apparato riproduttivo femminile. Secondo i risultati dello studio in questione, pubblicato lo scorso 3 febbraio, la DLBS1442, frazione bioattiva dell’estratto dei frutti, produce un effetto inibitore dell’angiogenesi e della migrazione cellulare, oltre a regolare la ricezione degli estrogeni e del progesterone.

 QUESTA RAGAZZA RACCONTA COME E’ GUARITA DALL’ENDOMETRIOSI

Vi parlo della mia autoguarigione dall'endometriosi
Bentrovate mie care...molte di voi si saranno accorte che qualcosa è cambiato sul blog e non solo.

Ebbene si, ho deciso di dare un nuovo volto al blog e di renderlo più utile per i contenuti che vorrei approfondire e le informazioni che intendo diffondere attraverso esso per dare un'aiuto concreto a tutte quelle ragazze che come me si trovano spiazzate, impaurite e sfiduciate di fronte a questa patologia così aggressiva.

Tutto questo perchè nella vita si cambia, si migliora e si evolve.

Dopo tre duri anni per me è arrivata la soddisfazione più grande, arrivata solo grazie a me, alla mia forza, alla mia costanza e al mio non arrendermi nonostante tutto.

 

Molte di voi sanno della mia endometriosi ad uno stadio piuttosto grave..vi raccontai delle mie peripezie  passando per i centri specializzati di tutta Italia senza soluzione.

Ragazze mie..io qui vi dirò come ho agito io e vi racconterò la mia esperienza, avvisandovi che nulla è semplice e assolutamente non vi sto consigliando di lasciar perdere le cure convenzionali, nulla avviene da un giorno all'altro, è un cambiamento piuttosto lungo ma ogni giorno si migliora sempre più.

Dopo aver toccato il fondo, ormai non riuscivo ad avere una vita normale, non potevo uscire, lavorare, non potevo fare nessuno sforzo, stavo male continuamente 30 giorni al mese...non avevo più una vita. La cosa più brutta è gli stessi specialisti, le persone a me vicine e lontane sembravano non preoccuparsene più di tanto..e difatti io continuavo a cercare risposte che nessuno era in grado di darmi.

Ho speso tanto, tantissimo denaro e tanta energia fisica e mentale per visite, cure, trasferte ecc...veramente tanto.

Non trovavo via d'uscita anzi peggioravo giorno per giorno, essendo una persona ca cui piace informarsi sempre, iniziai ad intrapprendere un percorso naturale sia per quanto riguarda l'alimentazione (fondamentale) e sia per quanto riguarda lo spirito.

Iniziai a buttare letteralmente tutti e dico tutti i farmaci, ormoni, antinfiammatori da cui ero diventata quasi dipendente, non uscivo da casa senza le Toradol o le spasmex...integratori ecc..

Non fu difficile come pensavo...la mia paura e quella che mi misero i medici era quella dell'arrivo del seguente ciclo e delle sue emoraggie e dolori...sapevo di finire un'altra volta in ospedale ma dovevo tentare comunque.

Non sucesse nulla di tutto ciò, il primo mese ci furono dei dolori ma con il passare dei mesi ogni giorno ebbi un miglioramento, gonfiori spariti, dolori psicosomatici spariti, i crampi fortissimi alla vescica  piano si dileguarono, l'utero si sgonfiò e tornò alla sua forma facendo sparire le contrazioni notturne dolorosissime che non me facevano dormire e a cui nessuno dava una spiegazione.

Che dire, dopo un'anno della giusta alimentazione, l'eliminazione di cibi per noi molto dannosi e causa dei bari focolai infiammati, un movimento regolare sono una persona nuova, rinnovata nel corpo e nello spirito. Ho aggiunto in seguito una regolare meditazione quotidiana che mi aiuta nel controllo dei sintomi psicosomatici e a tenere rilassati tutti i tessuti ma di questo vi parlerò in un post in modo approfondito. 

 

 

Molte ragazze non accettano il fatto di dover rinunciare al cibo spazzatura, un veleno per noi, ma io sin da subito ho preferito farmi una regolata invece di farmi pian piano mutilare tutti gli organi come tante donne fanno. Uno sgarro ci stà sempre ma deve essere una cosa ciclica, ovvero si deve cercare di condurre questo stile di vita per la maggiorparte  della settimana poi tutti abbiamo una vita sociale per cui cene, aperitivi ecc si possono affrontare con la massima tranquillità.

In più ne guadagnerà la vostra salute in ogni caso, perderete anche quei chili che non siete mai riuscite a perdere e non li riprenderete mai più.

Quando sarete ripulite nel vero senso della parola, dalle scorie di questi cibi non desidererete più di mangiarli in continuazione, la natura ci offre cibi gustosi, ricchi di proprietà benefiche, la base di tuttoricordate è l'alimentazione e lo stato d'animo.

In questo blog nella sezione stile di vita sano troverete tantissimi consigli per stare in forma in modo naturale, inoltre su instagram tutte le mie ricette e consigli per voi instagram.com/valeluna_83 

Noi siamo i medici di noi stessi, impariamo ad ascoltare i segnali che il corpo ci manda, non fatevi abbattere da quello che vi dicono o avete sentito dire, io c'è l'ho fatta e potete farcela tranquillamente anche voi!

Un affettuoso saluto a tutte e non esitate a chiedermi consiglio, mi farà enormemente piacere potervi dare una mano.

 

http://www.lechiacchieredivale.com/2016/03/vi-parlo-della-mia-autoguarigione-dall.html

 

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