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Categoria: "Cure Naturali"

Pressione alta, ecco come abbassarla in modo naturale

La pressione alta è un disturbo che colpisce oltre 10 milioni di persone, delle quali solo ¼ è in grado di tenerla sotto controllo. Dal punto di vista medico, la pressione alta è indicata dal termine ipertensione e viene definita tale quando si verifica un aumento permanente della pressione ARTERIOSA, al di sopra dei valori considerati normali. Nello specifico, i limiti per diagnosticare l’ipertensione sono: pressione minima >90mmHg e pressione massima >140mmHg.


Quasi sempre (nel 95% dei casi), la pressione alta è di tipo essenziale, quindi indipendente da altre condizioni patologiche; questa forma di ipertensione risulta tutt’ora idiopatica, cioè non se ne conoscono le cause specifiche. Esistono poi altri tipi di ipertensione, detti secondari, che devono la loro insorgenza a malattie dei reni o del cuore.


L’ipertensione essenziale (che d’ora in avanti chiameremo semplicemente “ipertensione”) è verosimilmente ad eziologia multifattoriale; tra le cause più importanti si riconoscono: predisposizione genetica-familiarità, sovrappeso, dieta scorretta, sedentarietà, abuso alcolico e stress.


Rimedi naturali per l’ipertensione. Vediamo ora quali sono i rimedi erboristici più indicati per regolarizzare in modo naturale i valori della pressione arteriosa. Ce ne sono molti, in questo articolo vedremo quelli più efficaci. Si tratta di 6 piante, con proprietà diuretiche ed ipotensive, ovvero capaci di abbassare la pressione e di regolarizzarla.

Biancospino. Il biancospino (Crataegus oxyacantha) è un arbusto spinoso della famiglia delle Rosaceae che cresce spontaneo un po’ in tutta Italia. In fitoterapia la droga è costituita da foglie e fiori, che sono la parte della pianta più ricca di principi attivi (flavonoidi, leucoantocianidine, acidi triterpenici pentaciclici, acidi fenolcarbossilici, steroli, amine ed aminopurine).

Il biancospino è una delle piante in assoluto più indicate per chi soffre di pressione elevata e per qualsiasi altra malattia cardiovascolare. Questa pianta gode di proprietà ipotensiva, sedativa, rilassante a livello cardiaco e agisce dilatando la muscolatura dei vasi sanguigni.

Del biancospino si possono usare le foglie e i fiori essiccati per preparare delle 2-3 tisane calde, da bere nell’arco della giornata. In alternativa va benissimo anche la tintura madre da assumere a gocce diluite in poca acqua. La tintura madre è un rimedio reperibile in erboristeria e la posologia cambia in base alla concentrazione del prodotto e solitamente viene riportata sulla confezione. Al di la di possibili intolleranze personali, il biancospino non ha alcun effetto collaterale e può essere assunto anche in associazione con altri farmaci o altri rimedi naturali.

Meliloto. Il meliloto (Melilotus officinalis) è una pianta erbacea della famiglia delle Fabacee (Leguminose) che cresce spontanea in tutte le zone dell’Europa a clima temperato. Il suo nome deriva dal greco “mèli” (miele) e “l tòs” (trifoglio o biada), questo perché le piante di meliloto rappresentano da sempre una valida fonte di nettare per le api, nonché di foraggio per il bestiame.


Si tratta di una sorta di “cumadin naturale“, in quanto questa pianta è ricchissima di cumarine, delle sostanze con azione anticoagulante e fluidificante del sangue. E’ un utilissimo rimedio naturale per chi soffre di pressione alta, di insufficienza venosa e linfatica, inoltre gode anche di proprietà sedative (quindi è utile per chi soffre di insonnia), diuretiche e digestive.

A differenza del biancospino, il meliloto non può essere assunto in associazione con altri farmaci, specie se si tratta di anti-coagulanti. Si tratta di un’ottima alternativa naturale a questo tipo di farmaci, magari assunto insieme ad altri rimedi erboristici, come il biancospino e la cardiaca (di cui parleremo tra poco).

Del meliloto si utilizzano le sommità fiorite, che possono essere assunte come semplici tisane – lasciando in infusione i fiori freschi, o essiccati per una decina di minuti – oppure acquistando la tintura madre, da assumere come gocce diluite in poca acqua. Il dosaggio varia in base al tipo di prodotto e generalmente è sempre riportato nella confezione.

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Cardiaca. La cardiaca (Leonorus cardiaca) è una piccola pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Ha origine Asiatiche, ma è ampiamente diffusa anche nel Nord Italia e in tutto il Nord Europa. Il suo nome deriva dall’antica consuetudine di ritenere questa pianta efficace proprio per il trattamento delle malattie cardiache.

Della cardiaca si utilizzano le parti aree (foglie e fiori), ricche di stachidrina (betaina), glicosidi, tracce di olio essenziale, tannini, flavonoidi, saponosidi e arpagide. Fiori e foglie vengono impiegate per la preparazione di infusi o estratti erboristici, come la tintura madre, o compresse. Agisce sull’apparato cardiocircolatorio determinando ipotensione (cioè riduce la pressione arteriosa), vasodilatazione e rallentamento della frequenza cardiaca.

In fitoterapia la cardiaca viene impiegata per il trattamento di un gran numero di disturbi cardiovascolari, come aritmie, ipertensione, palpitazioni e tachicardie. Ha inoltre un’azione sedativa, utile per le persone che soffrono di ansia, insonnia e attacchi di panico. L’efficacia della pianta aumenta se assunta in combinazione con altre piante con proprietà simili, come il biancospino e il meliloto. La cardiaca è anche un ottimo rimedio naturale per alleviare le turbe della menopausa.

Come gli altri rimedi, anche la cardiaca è disponibile in erboristeria nella forma di tintura madre, o di pastiglie e compresse. Quest’ultime sono sconsigliate perché quasi sempre contengono anche maltodestrine, degli zuccheri ricavati dal mais che chi soffre di pressione alta dovrebbe assolutamente evitare.

Equiseto. L’equiseto (Equisetum arvense), conosciuto anche con il termine comune di “coda cavallina” è una pianta infestante che cresce spontanea un po’ in tutti i luoghi del Mondo a clima umido, a ridosso di fiumi, laghi e torrenti. In fitoterapia è considerato un ottimo diuretico e mineralizzante, soprattutto del tessuto osseo.

Di questa pianta si utilizzano le parti aeree (fusto e foglie), impiegate per la preparazione di infusi ed estratti erboristici. L’equiseto contiene: silice, flavonoidi, tannini, saponine, acidi organici, fitosteroli, sali minerali (specialmente potassio, calcio, magnesio e zinco), vitamine e tracce di alcaloidi.

Essendo un potente diuretico naturale, l’equiseto agisce indirettamente anche sulla pressione sanguigna, abbassandola. Agisce inoltre come depurativo del sangue, favorendo l’eliminazione dell’acido urico. L’equiseto è altresì utile per chi soffre di cellulite, ritenzione idrica e per le persone con problemi di sovrappeso o obesità.

Infine l’equiseto è uno dei migliori rimedi per prevenire e contrastare il diffuso problema dell’osteoporosi. Infatti, grazie al suo elevato contenuto di silice e sali minerali, questa pianta ha dimostrato di svolgere un’azione benefica a livello tissutale e in particolar modo, a livello del tessuto osseo.

Per quanto riguarda le controindicazioni, va detto che l’equiseto non può essere assunto in concomitanza con diuretici o farmaci utilizzati per il trattamento dell’ipertensione. Va invece bene se assunto in associazione ad altri rimedi erboristici, come quelli menzionati fin’ora.

Si può assumere nella forma di tisana, o tintura madre. La tisana si prepara con parti secce o fresche del fusto e dei ramoscelli verdi di equiseto. Basta versare 2 g di equiseto in circa 250 ml d’acqua bollente e lasciarlo in infusione per una decina di minuti. Poi si filtra e si beve. Due tazze di tisana al giorno sono più che sufficienti. La tisana si può acquistare in ebroristeria, o su internet. La tintura madre va invece assunta con il conta-gocce, diluendola con poca acqua. Il dosaggio è riportato sempre nella scatola. L’importante imparare a mangiare correttamente, in base al proprio gruppo sanguigno! Solo così ti sarà possibile tenere sotto controllo la pressione sanguigna, i valori del sangue e mantenere a lungo un ottimo stato di salute. Il tutto senza assumere ne farmaci, ne fitoterapici.

https://www.improntaunika.it/2018/07/pressione-alta-ecco-come-abbassarla-in-modo-naturale/

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Il digiuno innesca la disintossicazione dell’organismo

San Basilio Magno e il digiuno L’abate Auger ha tradotto le omelie di questo dottore della Chiesa che, nel 330, è stato uno dei principali padri della Chiesa ortodossa e cattolica (encomiabile apertura mentale, per l’epoca!). Viene festeggiato sia in Occidente sia in Oriente. Nei suoi scritti scopriamo che il digiuno risale al primo uomo. Sono inoltre tratti esempi dall’Antico e dal Nuovo Testamento per presentare i vantaggi spirituali e fisici del digiuno. Basilio inizia la sua omelia affermando che non bisogna essere tristi quando si digiuna. Infatti (e questo è anche il mio parere) perché dovremmo essere tristi se stiamo rifiorendo, in ogni senso? Permettetemi di citarvi alcuni famosi brani di questa omelia. 

“Il digiuno è il sostegno della famiglia, il padre della salute, l’istitutore del giovane, l’ornamento dell’anziano, il gradevole compagno del viandante, l’amico fidato degli sposi. Un marito non mette in dubbio la fedeltà della moglie se la vede digiunare con gioia; una donna non è gelosa del marito se lo vede accogliere e apprezzare il digiuno. Il digiuno non ha mai rovinato una famiglia. Osservate quanto possedete oggi; osservatelo di nuovo in seguito e scoprirete che il digiuno non ha assolutamente ridotto la vostra fortuna. Allorché regna l’astinenza, nessun animale deve temere la morte e il sangue non cola da nessuna parte. Il coltello del cuoco rimane a riposo e la mensa si accontenta dei frutti che dona la natura. Il digiuno offre un momento di respiro a chi vi serve per tutto l’anno e può riposarsi dalle continue fatiche. Nella casa non si ode più alcun tumulto; il fumo e l’odore della carne ne vengono banditi. Rimane finalmente tranquilla la moltitudine di persone variamente impiegate al servizio della mensa, le quali vanno e vengono senza posa per eseguire gli ordini di un ventre insaziabile che chiede in continuazione e non è mai soddisfatto, che ha già dimenticato oggi quanto gli è stato dato ieri, di questo padrone duro e spietato. Il digiuno peraltro è atto a ispirare gioia e soddisfazione. Beviamo con piacere quando abbiamo sete, la fame insaporisce qualunque vivanda. Analogamente l’astinenza, che interrompe il corso della buona tavola, risveglia l’appetito e conferisce sapore alla carne. Se pertanto desiderate trarre piacere da ciò che mangiate, cambiate abitudini e digiunate. Essere sazi di delizie ne attenua il gusto e l’eccesso di piacere lo fa sparire. Le cose migliori stancano, se assaporate ininterrottamente. Apprezziamo con entusiasmo soltanto ciò che ci si presenta di tanto in tanto. Il sole appare più brillante dopo la notte, il risveglio è più piacevole dopo il sonno, la salute più dolce dopo la malattia; allo stesso modo, la tavola è più soddisfacente dopo il digiuno, sia per il ricco con la sua mensa sontuosa sia per il povero con il suo cibo semplice e frugale. Il digiuno non è utile soltanto per la vita futura, bensì contribuisce anche alla salute di questa vita. Una pinguedine eccessiva è soggetta a molte ripercussioni, perché la natura non è in grado di sostenerne il peso. Bevete invece dell’acqua. L’acqua non altera la testa, non lega i piedi e le mani. La cattiva digestione genera malattie incresciose. L’aspetto dell’uomo che digiuna può essere soltanto quello di un venerabile. Il colorito non è vivo né tinto di un rosso impudente, bensì abbellito da un modesto pallore; lo sguardo è dolce, il passo grave, l’aria riflessiva. Non si permette smodatezze; il suo verbo è tanto tranquillo quanto la sua anima è pura”. 

 
Incredibile, sono trascorsi 1.700 anni! 

 
 

Ecco ancora qualche istantanea sulla storia del digiuno. 
“E quando digiunate, non assumete aria malinconica […]. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto” (Matteo 6, 16-17). 

“Mosè rimase con il Signore quaranta giorni e quaranta notti, senza mangiar pane e senza bere acqua. Egli scrisse sulle tavole le parole dell’alleanza, le dieci parole” (Esodo 34, 28). 

 
 

Samuele, Sansone reso invincibile dal digiuno, Lazzaro, san Giovanni Battista, san Paolo, Gesù Cristo ecc. Parecchi scritti ne narrano le pratiche di digiuno. Il digiuno mette le ali alla preghiera, la eleva e la porta sino in cielo. Provare per credere. 

Il digiuno disintossica il corpo ben più velocemente delle cure di frutta 

 
 

Con questo testo antico, abbiamo già preso un po’ di quota. Il digiuno si distingue dalle altre cure nel senso che tale pratica risulta essere la più efficace per ripulire e quindi rivitalizzare, ma anche la più difficile da tollerare e da seguire. 

Vantaggi e svantaggi specifici del digiuno: 

 
 

– si tratta del metodo di pulizia più rapido;

 – è ovviamente quello meno costoso;

– è assai criticato dalla scienza medica attuale, mentre la medicina del passato lo raccomandava. 

Abbiamo un’eccessiva tendenza a ricorrere soltanto ai farmaci. Consideriamo questa pratica, consigliata fin dalla notte dei tempi, poco ortodossa e pericolosa. La associamo alla falsa idea dell’inedia e al concetto che l’alimento restituisce forza in caso di malattia. “Su, mangia un po’! Ti farà bene!”. La comprensibile inappetenza del malato non viene purtroppo considerata un messaggio del corpo; 

– il digiuno può provocare uno stato generale di acidosi, ma questo non accade nel caso della cura dell’uva. Può pertanto rivelarsi pericoloso se non seguito da uno specialista; 

– per un principiante praticare il digiuno è difficile. I parassiti psicologici sono innumerevoli; – pancreas e fegato ritrovano la carica, anche nei diabetici; 

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– la perdita di peso è garantita. Le prime volte sono difficili ma, in seguito, il corpo memorizza questo nuovo comportamento e tutto diventa più facile. 

Dopo un digiuno si osserva un’istintiva ricerca degli elementi veri, a scapito delle abitudini nocive quali dolciumi, intingoli pesanti, alcol e caffè. Inoltre, la padrona di casa ha del tempo libero (vengono dedicate cinque ore al giorno a cibarsi, preparare i pasti, fare la spesa, lavare piatti). 

Il digiuno innesca la disintossicazione dell’organismo 
È possibile seguire digiuni brevi, per esempio un giorno alla settimana. Lo consigliamo vivamente. Scegliete un giorno, sempre lo stesso, in modo che l’organismo abbia un suo appuntamento. Così facendo, protesterà di meno. 

È anche possibile prendere in considerazione piccoli digiuni di tre giorni, ma non è semplice. 

I digiuni più lunghi possono estendersi su varie settimane. In quest’ultimo caso è indispensabile ricorrere all’aiuto di uno specialista o recarsi in una clinica specializzata. Un digiuno lungo e non monitorato infatti può essere pericoloso. È necessario ricorrere alla presenza di un medico o di un igienista in grado di riconoscere una crisi di chetoacidosi, un avvelenamento da urea ecc. Durante i miei studi pratici di naturopatia con il dottor André Passebecq, dopo venti giorni di digiuno un principiante è deceduto nonostante le direttive del dottor Passebecq, ossia il tassativo ordine di smettere subito il digiuno. Attenzione!

Come procedere 
Quando? L’estate è la stagione in cui risulta più facile. In estate gli animali perdono peso, mentre ingrassano d’inverno. Cionondimeno, qualunque periodo atto alla disintossicazione è favorevole (cosa valida anche per tutte le altre cure). Ci riferiamo soprattutto alla primavera (pulizie di primavera), ma l’autunno è comunque un buon periodo. 

Se la Luna è favorevole, ancora meglio. Quando si trova nel segno della Vergine, l’eliminazione riguarda soprattutto il fegato. Se si trova nella Bilancia, riguarda i reni. Consultate un lunario per individuare queste posizioni. È preferibile scegliere un periodo di Luna discendente, cioè dal punto più alto della curva evolutiva a quello più basso. Attenzione a non confonderla con la Luna calante, che da piena diventa nuova. Non è la stessa cosa. Inoltre, quando la Luna crea un sestile o un trigono con il Sole, il periodo è ancora più favorevole (consultatene i movimenti sul lunario). 

Non credete agli effetti della Luna sul corpo? Osservate le maree e provate a immaginare che l’acqua del vostro organismo (l’ottanta per cento) non ne sia influenzata. 

Un appuntamento 
Se della durata di un giorno, il digiuno può costituire un drenaggio settimanale. Digiunare è fondamentale in caso di malattia grave, perché permette all’organismo di utilizzare tutta la sua energia per combattere la malattia. Se insorge una malattia acuta, il digiuno consente di riprendersi rapidamente. Le funzioni naturali quali il sonno si riequilibrano. 

Gli effetti prodotti 
Dopo il digiuno si prova meno desiderio di eccedere con il cibo e di assumere alcol, tabacco, caffè o sostanze eccitanti. Lo stesso accade dopo una monodieta, in particolare la cura dell’uva. 

Nella maggior parte delle patologie croniche, un programma di digiuno ben preparato permette pian piano all’organismo di attraversare crisi di disintossicazione (malattia acuta) e pertanto di risolvere il problema. Di conseguenza, la lingua impastata durante la malattia torna a essere pulita alla fine del digiuno. 

Un aiuto durante il digiuno 
La nostra alimentazione industriale, dall’alto contenuto di pesticidi e concimi, ci costringe a periodi di pulizia. Spesso, il terzo giorno di digiuno è quello più delicato, perché trascina con sé sudorazione, febbre ecc. Se l’intestino non si sblocca, è possibile aiutarlo assumendo cinque grammi di cloruro di magnesio in acqua o in una tisana idonea, se necessario varie volte al giorno. Il risultato è spettacolare! A inizio libro troverete segnali e sindromi da eliminazione. Possono infatti accadere tante cose. 

L’alimentazione dopo un digiuno 
Durante il digiuno occorre bere da due a tre litri d’acqua al giorno. Riprendere l’alimentazione costituisce un rituale importante tanto quanto il digiuno stesso. Bisogna sapere che, dopo il periodo di astinenza, l’organismo divora tutto ciò che introduciamo. Sarà pertanto necessario riprendere l’alimentazione con succhi di verdura. Poi, poco a poco, introdurremo verdura cruda, quindi cotta, frutta e soltanto molto tempo dopo carne, zuccheri e farinacei. Ho descritto in maggior dettaglio questa ripresa all’inizio del libro Après la cure, la reprise alimentaire. Il percorso è lo stesso. 

Un errore da non commettere 
La maggior parte di coloro che digiunano riprende a mangiare in maniera catastrofica, il che ne annulla non solo gli sforzi ma che, se istantanea, risulta ben più nociva del seguitare a ingerire cibi “chimici”. In linea di massima, nei digiuni attuali la ripresa dura tanto quanto i giorni di digiuno stesso. 

Ahimè, il digiuno fa paura 
La sola idea di intraprenderlo talvolta mette i brividi. Inoltre, essendo un processo incredibilmente efficace, compaiono alcuni segni benigni di disintossicazione. Quello più diffuso è il mal di testa, per esempio. Benché costantemente informata, la persona vede confondersi le sue convinzioni mediche: ha mal di testa e quindi qualcosa non va. Abbandona pertanto il digiuno, proprio nel momento fatidico in cui bisognerebbe fare tutto tranne abbandonare. In conclusione, raccomandiamo di digiunare un giorno alla settimana, sempre lo stesso. Se per voi è davvero inconcepibile, seguite in quel giorno una monodieta di frutta ben scelta. Scegliete il giorno adatto, un giorno attivo, cosicché siate occupati, un giorno in cui il contesto di stress è maggiormente favorevole. Scegliere sempre lo stesso giorno facilita le cose moltiplicandone il successo e gli effetti, perché l’organismo “attende” questo appuntamento di vitalità. E la salute rifiorisce!

Ramadan e Quaresima 
Il Ramadan è un mese di digiuno seguito per il settanta per cento da cinque milioni di musulmani in Francia. Richiede di digiunare ogni giorno, dall’alba al tramonto. Prima dell’alba si consuma un pasto veloce e dopo il tramonto un pasto della festa. Questa è la versione ufficiale. Il concetto di sacrificio e di preghiera è importante e degno di essere onorato. Ma come avrete giudicato da voi, non si tratta assolutamente di digiuno, bensì di uno spostare gli orari dei pasti. Il concetto di pasto della festa talvolta genera addirittura un “consumo eccessivo di alimenti” che si ripete. Per la Quaresima cristiana il digiuno, che in passato ricopriva parecchia importanza, ai nostri giorni viene poco considerato. Tutt’al più, ci si astiene dalla carne il Venerdì Santo. Nel digiuno invece ci si astiene dal cibo dalle sette del mattino alle sette del mattino successivo.

Bibliografia: Jean-Marie e Natalie Delecroix. “Le otto cure rivitalizzanti”

https://www.dionidream.com/digiuno/

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La Curcuma rigenera le Cellule Cerebrali e protegge da Alzheimer, Ictus e Ischemie. Ecco come va consumata

Negli ultimi anni più di 6000 studi clinici hanno dimostrato che la curcuma è in assoluto la prima erba curativa del nostro secolo.

Anche moltissimi esperti in salute e nutrizione concordano sul fatto che mangiare un po’ di curcuma ogni giorno, circa un cucchiaino o poco più, può aiutare il nostro organismo a combattere molte patologie e a conferire al corpo molteplici benefici.

In particolare, i benefici della curcuma sono:

Combatte le infiammazioni
Riduce il dolore
Previene l’invecchiamento
Rafforza il sistema immunitario
Depura il fegato
Previene e arresta il cancro
Migliora la funzionalità cardiovascolare
Previene e cura il diabete
Antibiotico naturale


Le potenti ed efficaci proprietà della curcuma sono dovute dalla curcumina, il principio attivo contenuto nella curcuma. La curcumina fa sì che curcuma agisca come anti-infiammatorio, aiuti a combattere i radicali liberi e altri tipi di scorie e tossine presenti nel nostro corpo.

Tuttavia, il nostro corpo non è in grado di assorbire la curcumina da sola, infatti quasi la totalità di curcumina ingerita, viene espulsa attraverso le feci e le urine, questo a causa della sua bassa biodisponibilità. Pertanto, è importante aggiungere un po’ di pepe nero alla curcuma, per aumentare l’assorbimento e rendere la curcumina biodisponibile. Ne avevamo parlato in questo articolo, dove trovi la ricetta.

Questi sono alcuni degli incredibili benefici per la salute che fornisce la curcuma:

Incrementa il funzionamento cerebrale

La curcuma aiuta a mantenere il cervello sano e funzionante. I ricercatori hanno scoperto che la curcumina, il principale ingrediente bio-attivo presente nella curcuma, è in grado di attraversare la barriera emato-encefalica e legarsi direttamente con la placca. E’ stato dimostrato che ha un effetto positivo sulla funzione cognitiva in generale e può ritardare o addirittura invertire alcune malattie cerebrali, come l’Alzheimer e la demenza.

Azione anti-infiammatoria e sollievo dal dolore

La curcumina presente nella curcuma è un forte composto anti-infiammatorio che funziona meglio di molti farmaci anti-infiammatori attualmente disponibili. Contribuisce ad alleviare l’infiammazione causata da malattie infiammatorie intestinali, artrite, pancreatite e molte altre malattie.

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Migliora la funzionalità cardiovascolare

La curcumina è in grado di rimuovere l’accumulo di placche presenti nelle arterie e aiuta a prevenire la formazione di coaguli nel sangue. Aiuta il nostro intero sistema cardiovascolare e può efficacemente ridurre i livelli di colesterolo cattivo (LDL).

Migliora la digestione

Grazie ai suoi potenti effetti anti-infiammatori, la curcumina è in grado di ridurre il gonfiore, i gas intestinali e altri problemi inerenti al tratto digerente. Inoltre stimola la cistifellea, per questo motivo le persone con malattie alla cistifellea devono evitare di assumere la curcuma su base giornaliera per evitare il rischio di eccessiva stimolazione.

Prendi l’abitudine di aggiungere un po’ di curcuma nei tuoi piatti, puoi insaporire le tue minestre, miscelarla ai tuoi frullati o aggiungerla alle tue verdure.

Conclusioni

Per usare la curcuma come medicina e avere un maggior assorbimento con ottimi benefici devi:

Attivare la curcuma con un po’ di calore di cottura.
Migliorare l’assorbimento della curcumina 2000% attraverso la combinazione con un po’ di pepe nero, macinato al momento.
Aumentare la biodisponibilità della curcumina mescolandolo la curcuma con un grasso sano (come olio extravergine di oliva, olio di cocco o Ghee – burro chiarificato), un po’ di pepe nero macinato fresco e poi cuocere dolcemente su fuoco medio-basso (non bollire). Il ghee (burro chiarificato senza caseina) è stato usato come veicolo per la medicina e come medicina dai medici ayurvedici per migliaia di anni.
Linee guida di dosaggio secondo l’Università del Maryland Medical Center:

radice fresca: 1,5-3 gr al giorno
secca, radice in polvere: 1-3 gr al giorno
Nota: NON utilizzare olio di semi di lino perché diventa tossico quando viene riscaldato. Migliori oli da utilizzare sono ghee o olio di cocco.

via EvoluzioneCollettiva

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Tanti rimedi naturali

I farmaci possono salvarci la vita, ma possono anche essere molto costosi e avere una lunga serie di effetti collaterali. Sebbene non sia possibile sostituire completamente
i farmaci con rimedi naturali, esistono alcuni ingredienti che possono essere usati per alleviare determinate condizioni di salute: ecco i più importanti.


Mirtilli e colesterolo. Ne bastano 500 grammi a settimana per ridurre il colesterolo del 17%. Questi gustosi frutti antiossidanti abbassano i livelli di colesterolo cattivo, mentre le antocianine contenute in essi impediscono al grasso del sangue di aderire alle pareti delle arterie.

Avocado e dolori articolari. Mangiare mezzo avocado al giorno può alleviare i dolori articolari in meno di un mese. Questo eccellente frutto contiene 20 volte più oli infiammatori di qualsiasi altro frutto, e contiene composti come glutatione, carotene e vitamina K, tutti eccellenti per rinforzare le articolazioni.

Olio di pesce e allergie. Una dose da 2500-3000 mg al giorno di olio di pesce per un anno può aiutarci a tenere alla larga le allergie. E’ un eccellente antistaminico naturale che riduce le infiammazioni nelle vie nasali e nei polmoni. Consulta un medico prima di prendere qualsiasi integratore.

Banane e ansia. Nei momenti più difficili, prova a mangiare una banana. E’ ricca di vitamina B6, fondamentale per portare il cervello a produrre più serotonina, una sostanza chimica che riduce lo stress.


Yogurt e stitichezza. E’ ricco di probiotici, che aiutano la digestione e migliorano la capacità dello stomaco di digerire i latticini e i legumi, spesso causa di flatulenza eccessiva.

Camomilla e bruciore di stomaco. Per alleviare crampi, infiammazione e bruciore di stomaco bevi una camomilla tiepida. E’ uno dei rimedi naturali più efficaci contro questo tipo di condizioni.

Zenzero e nausea. E’ un trattamento classico e usato da millenni. E’ stato dimostrato scientificamente che lo zenzero riduce la sensazione di nausea, qualsiasi sia la causa.

Basilico e indigestione. L’eugenolo, un composto contenuto nel basilico, ha una potente azione analgesica capace di ridurre anche la sensazione di nausea, i crampi e la diarrea.

http://www.rimedio-naturale.it/tutti-i-rimedi-naturali-che-possono-sostituire-i-farmaci-da-banco.html

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BURRO DI MURUMURU PER I CAPELLI

Un burro morbido e che si scioglie tra le dita, non unge e risana in profondità i capelli: scopriamo il murumuru in purezza, dal Brasile un vero elisir di salute

 

il burro di murumuru  nutre a fondo  capelli sfibrati e danneggiati da sole, mare, piscina, inquinamento e agenti atmosferici.

A tesserne le lodi sono anzitutto le donne del Brasile, che ben conoscono il prodotto, derivato e ottenuto dai semi della pianta Astrocaryum Murumuru, originaria delle zone amazzoniche del sud America, i cui frutti sono anche una buona fonte alimentare e con le parti fibrose dell'albero vengono prodotte le amache.

Vediamo quindi cosa rende speciale il burro di murumuru e cosa lo differenzia da altri burri vegetali, come il burro di cacao, burro di karitè, burro di mango. 

Uso del burro vegetale di murumuru
Raccomandato per chi ha capelli ricci e crespi, ma consigliato anche per chi li ha grassi alla base e secchi sulle punte, il burro di murumuru si presenta solido e di colore bianco latte, ha un punto di fusione che si aggira intorno ai 33 gradi.

Si può usare sia come maschera o balsamo pre o post shampoo che come prodotto di definizione durante l'asciugatura; sarà quindi sufficiente sciogliere un cucchiaino scarso di prodotto tra le mani, per capelli di media lunghezza, e distribuirlo con il pettine.

Si lascia in posa il tempo desiderato prima di risciacquare, altrimenti se ne usa pochissimo, distribuendo e massaggiandolo sui capelli con la punta delle dita, quindi si procede all'asciugatura.

Comunque venga utilizzato e calibrato per le necessità individuali, lascia i capelli morbidi e idratati, senza ungerli.

Proprietà del burro di murumuru
Si tratta di un burro particolarmente ricco di vitamine, come la vitamina A, dal potere antiossidante. Contiene inoltre due acidi grassi essenziali preziosi, l'oleico e il linoleico che arricchiscono il capello, sono bioregolatori e creano una specie di barriera protettiva

 http://www.cure-naturali.it/prodotti-naturali/1942/burro-di-murumuru-proprieta-e-usi-per-capelli/6617/a

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