Se ti piace il nostro sito votalo adesso con un click sul pulsante Google +1 qui sotto :


Categoria: "Crescita spirituale"

L'AMORE E' CAMBIAMENTO.....

L'amore è fine a se stesso, e nell'amore non c'è più ego. Quando siete senza ego, c'è amore. Allora potete dare senza chiedere in cambio niente. Date perché dare è bellissimo, dividete perché dividere è stupendo ...

L’AMORE E’ CAMBIAMENTO

OSHO

L'amore è doloroso perché apre la strada all'estasi. L'amore è doloroso perché trasforma: l'amore è cambiamento.

Qualsiasi trasformazione è dolorosa perché occorre lasciare il vecchio per il nuovo.

Il vecchio è familiare, sicuro; il nuovo è assolutamente sconosciuto.  Ti muoverai in un oceano mai esplorato.

Non puoi usare la mente con il nuovo come facevi con il vecchio; la mente è molto abile, ma può funzionare con il vecchio,

non con il nuovo: ora è assolutamente inutile.

Per questa ragione nasce la paura; quando lasci il vecchio mondo - confortevole, sicuro - nasce il dolore.

È lo stesso dolore che prova il bambino quando esce dal ventre della madre.

È lo stesso dolore che prova il pulcino quando esce dall'uovo. È lo stesso dolore che prova l'uccellino quando prova a volare per la prima volta.
La paura dell'ignoto, l'insicurezza dell'ignoto, la sua imprevedibilità, ti spaventano moltissimo.


Dato che la trasformazione sarà dall'essere verso uno stato di non-essere, l'agonia è profondissima.

Ma non si può avere l'estasi senza passare per l'agonia.

Per purificare l'oro, esso deve passare attraverso il fuoco.
L'amore è fuoco.
È proprio a causa del dolore che l'amore procura, che milioni di persone vivono una vita senza amore.

Anche loro soffrono, ma la loro è una sofferenza inutile.

Soffrire per amore non è soffrire invano.

Soffrire per amore è creativo: ti porta a livelli più alti di consapevolezza.

 

Soffrire senza amore è un totale spreco, non ti porta da nessuna parte: continui a muoverti lungo il medesimo circolo vizioso.


L'uomo senza amore è narcisista, è chiuso. Conosce solo se stesso. Ma quanto può conoscere se stesso se non ha conosciuto l'altro?

Solo l'altro può essere per lui uno specchio. Non conoscerai mai te stesso se non conosci l'altro.

L'amore è fondamentale anche per la conoscenza di sé. La persona che non ha conosciuto l'altro in un rapporto profondo di amore,

di intensa passione, di totale estasi, non potrà nemmeno sapere chi è, perché non avrà uno specchio in cui osservare la sua immagine.


La relazione è uno specchio e, più l'amore è puro, migliore e più nitido sarà lo specchio.

Ma l'amore più alto richiede che tu sia aperto.

 

Richiede che tu sia vulnerabile. Devi lasciar andare la tua armatura, ed è doloroso.

Non devi stare sempre in guardia, devi abbandonare la mente e i suoi calcoli.

Devi rischiare, devi vivere pericolosamente.

L'altro può ferirti - è per questo che hai paura di essere vulnerabile. L'altro può rifiutarti - è per questo che hai paura dell'amore.
Il riflesso del tuo essere che scopri nell'altro potrebbe essere brutto - questa è la tua ansietà.

Evita lo specchio.  Ma non è che evitando lo specchio diventerai bello. Evitando la situazione, non puoi crescere. È necessario accettare la sfida.

Occorre entrare nell'amore. È il primo passo verso Dio, e non può essere aggirato.

Quelli che cercano di evitare lo spazio dell'amore, non raggiungeranno mai dio. È una necessità assoluta, perché diventi consapevole della tua totalità solo quando vieni stimolato dalla presenza dell'altro, quando la tua presenza viene rafforzata dalla presenza dell'altro, quando vieni aiutato a uscire dal tuo mondo chiuso, narcisista, e portato fuori sotto la volta infinita del cielo.


L'amore è un cielo, vastissimo. Essere in amore vuol dire mettere le ali.  Ma naturalmente, il cielo infinito fa paura.
Inoltre lasciare andare l'ego è molto doloroso perché ci hanno insegnato a coltivarlo. Pensiamo che l'ego sia il nostro unico tesoro. L'abbiamo protetto, decorato, l'abbiamo lucidato in continuazione e, quando l'amore bussa alla porta, tutto ciò che ci occorre per innamorarci è mettere da parte l'ego: è doloroso, certo. È il lavoro di tutta la tua vita, è tutto ciò che hai creato, questo ego orrendo, questa idea che sei separato dall'esistenza.
È un'idea brutta perché non è vera. È un'idea illusoria, ma la società esiste, è anzi basata proprio su questa idea che ogni persona è una persona, non una presenza.
La verità è che al mondo non esistono persone ma solo presenze. Non ci sei, non esisti come ego, separato dal tutto. Sei parte del tutto. Il tutto ti penetra, il tutto respira in te, pulsa in te, il tutto è la tua stessa vita.
L'amore ti dà la prima esperienza di armonia con qualcosa che non è il tuo ego. L'amore ti insegna per la prima volta che puoi entrare in armonia con qualcuno che non è mai stato parte del tuo ego.

Se puoi essere in sintonia con una donna, con un amico, con un uomo, se puoi essere in sintonia con il tuo bambino o con tua madre, perché non puoi esserlo con tutti gli esseri umani? E se essere in armonia con una sola persona ti dà tanta gioia, quale sarà il risultato se sarai in armonia con tutti gli esseri umani? Ma se puoi entrare in sintonia con tutti gli esseri umani, perché non anche con gli animali e le piante? Un passo porta al successivo.
L'amore è una scala: inizia con una persona, e finisce col tutto.

 

L'amore è l'inizio, Dio è la fine!

Aver paura dell'amore, aver paura dei dolori della crescita che l'amore procura, vuol dire rimanere chiusi in una cella oscura.


L'uomo moderno vive in una cella oscura: è narcisista. Il narcisismo è l'ossessione più grande della mente moderna. Il narcisista e’ anche nevrastenico.


E poi arrivano i problemi, problemi senza senso. Ci sono problemi che sono creativi perché ti portano a un livello più alto di consapevolezza. Ci sono problemi che non ti portano da nessuna parte, ti tengono solo legato, ti tengono nel caos del passato.

L'amore crea problemi; puoi evitarli, evitando l'amore.

Ma quelli sono i problemi essenziali! Bisogna affrontarli, viverli e passarci attraverso per andare oltre. L'unico modo per andare oltre, è di passarci attraverso.

L'amore è l'unica cosa che valga la pena di fare.

Tutto il resto è secondario - va benissimo se è di sostegno all'amore. Tutto il resto è solo un mezzo, ma l'amore è il fine.

Quindi, per quanto sia doloroso, entra nell'amore.
Se non entri nell'amore - come hanno deciso molte persone - rimani intrappolato all'interno di te stesso.

Allora la tua vita non è un pellegrinaggio, non è un fiume che va verso l'oceano; la tua vita è una pozza stagnante, sporca, e molto presto resteranno solo lo sporco e il fango.

Per rimanere limpido, devi continuare a fluire. Il fiume rimane pulito perché scorre. Scorrere è il modo di rimanere sempre vergini.
Chi ama rimane vergine. Tutti gli amanti sono vergini.

Le persone che non amano non possono rimanere vergini: si addormentano, diventano stagnanti, e prima o poi - più prima che poi - iniziano a puzzare perché non hanno nessun posto dove andare. La loro è una vita morta.
L'uomo moderno si trova in questa situazione, e per questo motivo nevrosi di ogni genere, follie di ogni genere, sono rampanti.

Il disagio psicologico ha preso proporzioni epidemiche.

Non è che alcuni individui siano psicologicamente malati: la realtà è che la terra nel suo complesso è diventata un manicomio. Tutta l'umanità soffre di una specie di nevrosi.
Questa nevrosi nasce dal tuo ristagnare, dal tuo narcisismo.

Tutti sono stretti nell'illusione di avere un sé separato, e poi impazziscono. Questa follia è senza senso, è improduttiva, non creativa.

Non è vita questa, ma la causa, la causa fondamentale, è che abbiamo dimenticato il linguaggio dell'amore.

Non siamo più così coraggiosi da buttarci nell'avventura chiamata amore.


La gente è interessata al sesso, perché il sesso non è pericoloso.

È il fenomeno di un momento, non occorre coinvolgersi.

L'amore è coinvolgimento, è impegno. Non è un fenomeno del momento.

 

Quando ha messo le radici, può durare per sempre. Può diventare un impegno che dura tutta la vita.

L'amore ha bisogno di intimità; solo quando c'è intimità, l'altro diventa uno specchio.

Quando ti incontri con una donna o un uomo solo a livello sessuale, in realtà non vi incontrate affatto, avete evitato l'anima dell'altra persona.

Tu ne hai usato il corpo e sei fuggito, e anche l'altro ha usato il tuo corpo ed è fuggito. Non siete diventati abbastanza intimi da poter rivelare all'altro il vostro volto originario.
L'amore è il più grande koan Zen.
È doloroso, ma non evitarlo. Se lo eviti, perdi la più grande opportunità di crescere.

Entra in esso, con tutta la sua sofferenza, perché grazie alla sofferenza arriva una grande estasi.

 

Sì, c'è agonia, ma da questa agonia nasce l'estasi. Sì, dovrai morire come ego, ma rinascerai come dio, come buddha.

 

L'amore ti darà il primo assaggio del Tao, del Sufismo, dello Zen. Ti darà la prima prova che dio esiste, che la vita non è priva di significato.


Quelli che dicono che la vita non ha significato sono quelli che non hanno conosciuto l'amore.

In effetti stanno dicendo che nella loro vita è mancato l'amore.


Lascia che ci sia il dolore, lascia che ci sia la sofferenza. Passa attraverso la notte oscura, e arriverai a una bellissima alba. Solo nel grembo della notte oscura, il sole può evolversi. Solo attraverso la notte oscura arriva il mattino.


Il mio approccio qui è unicamente quello dell'amore. Ti insegno l'amore, solo l'amore e nient'altro.

Puoi dimenticarti di dio: è solo una parola vuota. Puoi dimenticarti delle preghiere: sono solo riti che ti sono stati imposti da altri.

L'amore è la preghiera naturale, non imposta da nessuno. Appare con te alla nascita. L'amore è il vero Dio, non il dio dei teologi, ma il dio di Buddha, Gesù, Maometto, il dio dei Sufi.

 

L'amore è una tariqa, un metodo per ucciderti come individuo separato e per aiutarti a diventare l'infinito. Scompari come goccia di rugiada e diventi l'oceano, ma per questo devi passare attraverso la porta dell'amore.


Certo, quando scompari come goccia di rugiada - e hai vissuto a lungo come goccia di rugiada - è doloroso, perché pensi: "Io sono questo, e ora questo sta scomparendo. Sto morendo".

Non stai morendo, è l'illusione che muore. Ti sei identificato con l'illusione, è vero, ma l'illusione è sempre un'illusione.

 

Solo quando svanisce, puoi vedere chi sei. Questa rivelazione ti porta alle vette più alte della gioia, dell'estasi, della celebrazione.

 

AMA E CELEBRERAI DIO, L’AMORE!

 

Osho

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e rimani aggiornato con UN CLICK QUI :

http://www.spaziosacro.it/newsletterspazio/operazioni.php

Corsi in Arrivo

reiki bologna


breathwork il potere del respiro

AMI LEGGERE ?

libri gratuiti benessere e crescita personale e spirituale

ACCEDI SUBITO ALLA BIBLIOTECA GRATUITA DI LIBRI DEL BENESSERE, CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE PIU' GRANDE DEL WEB. SCARICA I LIBRI GRATUITI CON UN CLICK QUI :

http://www.spaziosacro.it/interagisci/libri/index.php

FIRMA PER UNA LEGGE SULLE DISCIPLINE BIO-NATURALI

UNA LEGGE PER LE DISCIPLINE BIO-NATURALI : FIRMA ANCHE TU

Ultimi 80 articoli

Sulle condizioni dell’iniziazione

Vi sono degli ignoranti che s’immaginano che ci “si inizi” da soli, il che è una sorta di contraddizione in termini; dimenticando, se mai l’hanno saputo, che la parola initium significa “entrata” o “inizio”, confondono l’atto stesso dell’iniziazione, intesa in senso rigorosamente eti­mologico, con il lavoro da compiere in seguito perché tale iniziazione, da virtuale che è stata in principio, divenga più o meno pienamente effettiva. L’iniziazione, così intesa, è ciò che tutte le tradizioni si accordano nel designare come “seconda nascita”; come potrebbe, perciò, un essere agire da sé ancor prima d’essere nato? Sappiamo bene che cosa si potrà obiettare a questo: se l’essere è veramente “qualificato”, porta già in sé le possibilità che si tratta di sviluppare; per­ché, se le cose stanno così, non potrebbe realizzarle con il proprio sforzo, senza alcun intervento esteriore?

Non siamo nell’epoca primordiale in cui tutti gli uomini possedevano in modo normale e spontaneo uno stato che è oggi inerente a un elevato grado d’iniziazione; e d’altronde, a dire il vero, la stessa parola iniziazione in quell’epoca non poteva avere alcun senso. Siamo nel Kali-Yuga, ossia in un tempo in cui la conoscenza spirituale è divenuta na­scosta, e in cui solamente qualcuno può ancora raggiungerla, purché si ponga nelle condizioni richieste per ottenerla; ora, una di tali condizioni è precisamente quella di cui stiamo parlando, così come un’altra condizione è uno sforzo di cui gli uomini delle prime età non avevano ugualmente nessun bisogno, poiché lo sviluppo spirituale avveniva in essi in modo altrettanto naturale quanto lo sviluppo corporeo.

Vi sono degli ignoranti che s’immaginano che ci “si inizi” da soli, il che è una sorta di contraddizione in termini; dimenticando, se mai l’hanno saputo, che la parola initium significa “entrata” o “inizio”, confondono l’atto stesso dell’iniziazione, intesa in senso rigorosamente eti­mologico, con il lavoro da compiere in seguito perché tale iniziazione, da virtuale che è stata in principio, divenga più o meno pienamente effettiva.

espressioni come quelle di “dare la luce” e “ricevere la luce”, sono utilizzate per indicare, con riferimento rispettivamente all’iniziatore e all’iniziato, l’iniziazione in senso stretto, vale a dire la trasmissione vera e propria della virtualita’.

Leggi tutto:

Per parlare delle condizioni dell’iniziazione, e diremo innanzitutto, quantunque la cosa possa parere ovvia, che la prima di tali condizioni è una certa attitudine o disposizione naturale, senza la quale ogni sforzo risulterebbe vano, giacché l’individuo può evi­dentemente sviluppare solo le possibilità che porta in sé dall’origine; tale attitudine, che fa quello che taluni chiamano l’“iniziabile”, costituisce propriamente la “qualificazione” richiesta da tutte le tradizioni iniziatiche.

Del resto, questa condizione è la sola che sia, in un certo senso, comune all’iniziazione e al misticismo, giacché è chiaro che anche il mistico deve avere una disposizione naturale particolare, quantunque interamente diversa da quella dell’“iniziabile”, se non addirittura opposta per certi versi; ma tale condizione, per lui, se è del pari necessaria, è inoltre sufficiente; non ce ne sono altre che debbano aggiungersi a essa, e le circostanze fanno tutto il resto, facendo passare a loro piacimento dalla “potenza” all’“atto” queste o quelle altre possibilità che comporta la disposizione in questione. Ciò risulta direttamente da quel carattere di “passività” in un simile caso, non può infatti trattarsi di un qualsivoglia sforzo o lavoro personale, che il mistico non dovrà mai effettuare, e dai quali dovrà anzi invece guardarsi con cura, come da qualcosa che sarebbe in opposizione con la sua “via”, mentre, al contrario, per quanto riguarda l’iniziazione e dato il suo carattere “attivo”, un lavoro del genere costituisce un’altra condizione non meno strettamente necessaria della prima, e senza la quale il passaggio dalla “potenza” all’“atto”, che è propriamente la “realizzazione”, non può assolutamente effettuarsi[

Eppure, non è ancora tutto: finora abbiamo insomma soltanto sviluppato la distinzione, che avevamo posto all’inizio, dell’“attività” iniziatica e della “passività” mistica, per trarne la con­seguenza che, per l’iniziazione, v’è una condizione che non esiste e non può esistere per quanto riguarda il misticismo; ma v’è ancora un’altra condizione non meno necessaria di cui non abbiamo parlato, e che si situa in qualche modo tra quelle di cui abbiamo appena trattato. Tale condizione, sulla quale occorre tanto più insistere poiché gli Occidentali sono in generale abba­stanza portati a ignorarla o a sottovalutarne l’importanza, è inoltre, per la verità, la più caratte­ristica di tutte, quella che permette di definire l’iniziazione al di fuori di ogni possibile equi­voco, e di non confonderla con qualche altra cosa; in virtù di essa, il caso dell’iniziazione è delimitato assai meglio di quanto non può esserlo quello del misticismo, per il quale nulla di simile esiste.

È spesso assai difficile, se non del tutto impossibile, distinguere il falso misticismo dal vero; il mistico è, per definizione, un isolato e un “irregolare”, e talvolta non sa neppure lui chi è veramente; e il fatto che nel suo caso non si tratta di conoscenza allo stato puro, ma che pure ciò che è conoscenza reale è sempre interessata da una mescolanza di sentimento e d’im­maginazione, è inoltre ben lungi dal semplificare la questione; in ogni caso, si è in presenza di qualcosa che sfugge a qualsiasi controllo, cosa che potremmo esprimere dicendo che non esiste per il mistico alcun “mezzo di riconoscimento”. Si potrebbe dire anche che il mistico non ha “genealogia”, che egli non è tale se non per una sorta di “generazione spontanea”, e pensiamo che tali espressioni siano facili da capire senza ulteriori spiegazioni; pertanto, come si potrebbe affermare indubitabilmente che qualcuno è un mistico autentico e che un altro non lo è, quando invece tutte le apparenze possono essere sensibilmente le medesime?

Per contro, le contraffa­zioni dell’iniziazione possono sempre essere rivelate infallibilmente grazie all’assenza della condizione alla quale abbiamo appena accennato, e che altro non è se non il ricollegamento a un’organizzazione tradizionale regolare.

Vi sono degli ignoranti che s’immaginano che ci “si inizi” da soli, il che è una sorta di contraddizione in termini; dimenticando, se mai l’hanno saputo, che la parola initium significa “entrata” o “inizio”, confondono l’atto stesso dell’iniziazione, intesa in senso rigorosamente eti­mologico, con il lavoro da compiere in seguito perché tale iniziazione, da virtuale che è stata in principio, divenga più o meno pienamente effettiva.

L’iniziazione, così intesa, è ciò che tutte le tradizioni si accordano nel designare come “seconda nascita”; come potrebbe, perciò, un essere agire da sé ancor prima d’essere nato? Sappiamo bene che cosa si potrà obiettare a questo: se l’essere è veramente “qualificato”, porta già in sé le possibilità che si tratta di sviluppare; per­ché, se le cose stanno così, non potrebbe realizzarle con il proprio sforzo, senza alcun intervento esteriore?

È questa infatti una cosa che è permesso prevedere teoricamente, a condizione di concepirla come il caso di un uomo “nato due volte” fin dal primo momento della sua esistenza individuale; ma, se ciò non presenta impossibilità di principio, v’è nondimeno un’impossibilità di fatto, nel senso che ciò è contrario all’ordine stabilito per il nostro mondo, perlomeno nelle condizioni attuali.

Non siamo nell’epoca primordiale in cui tutti gli uomini possedevano in modo normale e spontaneo uno stato che è oggi inerente a un elevato grado d’iniziazione]; e d’altronde, a dire il vero, la stessa parola iniziazione in quell’epoca non poteva avere alcun senso. Siamo nel Kali-Yuga, ossia in un tempo in cui la conoscenza spirituale è divenuta na­scosta, e in cui solamente qualcuno può ancora raggiungerla, purché si ponga nelle condizioni richieste per ottenerla; ora, una di tali condizioni è precisamente quella di cui stiamo parlando, così come un’altra condizione è uno sforzo di cui gli uomini delle prime età non avevano ugualmente nessun bisogno, poiché lo sviluppo spirituale avveniva in essi in modo altrettanto naturale quanto lo sviluppo corporeo.

Si tratta quindi di una condizione la cui necessità s’impone in conformità con le leggi che governano il nostro mondo attuale; e, per farlo meglio comprendere, possiamo ricorrere qui a un’analogia: tutti gli esseri che si svilupperanno nel corso di un ciclo sono contenuti fin dal principio, nello stato di germi sottili, nell’“Uovo del Mondo”; pertanto, perché non potrebbero nascere nello stato corporeo da soli e senza genitori? Neppure questa è un’impossibilità assolu­ta, ed è possibile concepire un mondo in cui ciò avverrebbe; ma, in realtà, questo mondo non è il nostro. Facciamo, beninteso, una riserva per le anomalie; può accadere che vi siano dei casi eccezionali di “generazione spontanea”, e, nell’ordine spirituale, abbiamo noi stessi applicato poco fa quest’espressione al caso del mistico; ma abbiamo anche detto che questi è un “irrego­lare”, mentre l’iniziazione è cosa essenzialmente “regolare”, che non ha niente a che vedere con le anomalie. Inoltre, occorrerebbe sapere esattamente fin dove queste possono spingersi; an­ch’esse devono pur rientrare in definitiva in qualche legge, giacché tutte le cose non possono esistere che come elementi dell’ordine totale e universale. Questo solo, se ci si volesse riflettere bene, potrebbe bastare per far pensare che gli stati realizzati dal mistico non sono precisamente gli stessi di quelli dell’iniziato, e che, se la loro realizzazione non è soggetta alle stesse leggi, è perché si tratta effettivamente di qualcos’altro; ma possiamo ora accantonare interamente il caso del misticismo, sul quale abbiamo detto abbastanza per quel che ci proponevamo di comprova­re, per considerare esclusivamente solo quello dell’iniziazione.

Ci resta infatti da precisare il ruolo del ricollegamento a un’organizzazione tradizionale, che non può, beninteso, dispensare in nessun modo dal lavoro interiore che ciascuno può compiere solo da sé, ma che è richiesto, come condizione preliminare, perché tale lavoro possa effettiva­mente portare i suoi frutti.

Si deve capire bene, fin d’ora, che coloro che sono stati stabiliti come depositari della conoscenza iniziatica non possono comunicarla in un modo più o meno parago­nabile a quello con cui un professore, nell’insegnamento profano, comunica ai suoi allievi delle formule libresche che essi dovranno solo immagazzinare nella loro memoria; qui si tratta di qualcosa che, nella sua stessa essenza, è propriamente “incomunicabile”, poiché sono degli stati da realizzare interiormente. Quanto si può insegnare, sono solamente dei metodi preparatori per l’ottenimento di tali stati; ciò che può essere fornito dall’esterno al riguardo, è insomma un aiuto, un appoggio che facilita grandemente il lavoro da compiere, e anche un controllo che elimini gli ostacoli e i pericoli che possono presentarsi; sono tutte cose tutt’altro che trascurabili, e colui che ne fosse privato correrebbe il grosso rischio d’incorrere in un fallimento, ma ancora questo non giustificherebbe interamente quel che abbiamo detto quando abbiamo parlato di una condi­zione necessaria.

Comunque non è quello cui intendevamo riferirci, almeno in modo immediato; sono tutte cose che intervengono solo secondariamente, e in certo qual modo a titolo di conse­guenze, dopo l’iniziazione intesa nel suo senso più stretto, quale abbiamo indicato sopra, e allorché si tratti di sviluppare effettivamente la virtualità che essa costituisce; ma ancora biso­gna, prima di tutto, che simile virtualità preesista. È dunque in modo diverso che dev’essere intesa la trasmissione iniziatica propriamente detta, e non potremmo caratterizzarla meglio se non dicendo che essa è essenzialmente la trasmissione di un’influenza spirituale; dovremo tornarvi più ampiamente, ma, per il momento, ci limiteremo a determinare più esattamente il ruolo che gioca tale influenza, tra l’attitudine naturale prima inerente all’individuo e il lavoro di realizzazione che compirà in seguito.

Abbiamo fatto notare in altro luogo che le fasi dell’iniziazione, così come quelle della “Grande Opera” ermetica che non ne è in fondo che una delle espressioni simboliche, riprodu­cono quelle del processo cosmogonico; tale analogia, che si fonda direttamente su quella tra il “microcosmo” e il “macrocosmo”, permette, meglio di ogni altra considerazione, d’illuminare la questione di cui si tratta presentemente.

Si può dire, infatti, che le attitudini o possibilità incluse nella natura individuale sono innanzitutto, in quanto tali, soltanto una materia prima, cioè una pura potenzialità, in cui non v’è nulla di sviluppato o di differenziato; si tratta perciò dello stato caotico e tenebroso, che il simbolismo iniziatico fa precisamente corrispondere al mondo pro­fano, e nel quale si trova l’essere che non è ancora pervenuto alla “seconda nascita”. Perché questo caos possa incominciare a prender forma e a organizzarsi, occorre che una vibrazione iniziale gli sia comunicata dalle potenze spirituali, che la Genesi ebraica indica con il nome di Elohim; tale vibrazione è il Fiat Lux che illumina il caos, e che è il punto di partenza necessario di tutti gli sviluppi ulteriori; e, dal punto di vista iniziatico, quest’illuminazione è precisamente costituita dalla trasmissione dell’influenza spirituale della quale abbiamo appena parlato[9]. Per­tanto, e in virtù di tale influenza, le possibilità spirituali dell’essere non sono più la semplice potenzialità che erano prima; esse sono divenute una virtualità pronta a svilupparsi in atto nei diversi stadi della realizzazione iniziatica.

Possiamo riassumere tutto quanto precede dicendo che l’iniziazione implica tre condizioni che si presentano in modo successivo, e che si potrebbero far corrispondere rispettivamente ai tre termini di “potenzialità”, “virtualità” e “attualità”:

1. la “qualificazione”, costituita da certe possibilità inerenti alla natura propria dell’individuo, e che sono la materia prima sulla quale il lavoro iniziatico dovrà effettuarsi;

2. la trasmissione, per il tramite del ricollegamento a un’orga­nizzazione tradizionale, di un’influenza spirituale che conferisce all’essere l’“illuminazione” che gli permetterà d’ordinare e di sviluppare queste possibilità che porta in sé;

3. il lavoro interiore mediante il quale, con l’aiuto di “ausili” o di “supporti” esteriori eventuali e soprattutto durante i primi stadi, tale sviluppo sarà realizzato gradualmente, facendo passare l’essere, di scalino in scalino, attraverso i differenti gradi della gerarchia iniziatica, per condurlo alla meta finale della “Liberazione” o dell’“Identità Suprema”. 

espressioni come quelle di “dare la luce” e “ricevere la luce”, usate per indicare, con riferimento rispettivamente all’iniziatore e all’iniziato, l’iniziazione in senso stretto, vale a dire la trasmissione vera e propria della virtualita’.

René Guénon

le conoscenze d’ordine dottrinale, che sono indispensa­bili all’iniziato, e la cui comprensione teorica è per lui una condizione preliminare d’ogni “realizzazione”, possono mancare interamente al mistico; da qui viene sovente, in quest’ultimo, oltre alla possibilità di errori e di molteplici confusioni, una strana incapacità d’esprimersi in modo intelligibile.

D’altronde dev’essere beninteso che le conoscenze in questione non hanno assolutamente niente a che vedere con tutto quel che è soltanto un’istruzione esteriore o “sapere” profano, che non ha qui alcun valore, come spiegheremo ancora in seguito, e che pure, tenuto conto di che cos’è l’istruzione moderna, costituirebbe piuttosto un ostacolo che non un aiuto in molti casi; un uomo può benissimo non sapere né leggere né scrivere e raggiungere nondimeno i gradi più elevati dell’iniziazione, e casi del genere non sono rarissimi in Oriente, mentre vi sono degli “studiosi” e persino dei “geni”, secondo il modo di vedere del mondo profano, che non sono “iniziabili” a nessun titolo.

Ricordiamo qui l’adagio scolastico elementare: «per agire, bisogna essere».

Lettera e Spirito

http://acpardes.com/letteraespirito/

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e rimani aggiornato con UN CLICK QUI :

http://www.spaziosacro.it/newsletterspazio/operazioni.php

Corsi in Arrivo

reiki bologna


breathwork il potere del respiro

AMI LEGGERE ?

libri gratuiti benessere e crescita personale e spirituale

ACCEDI SUBITO ALLA BIBLIOTECA GRATUITA DI LIBRI DEL BENESSERE, CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE PIU' GRANDE DEL WEB. SCARICA I LIBRI GRATUITI CON UN CLICK QUI :

http://www.spaziosacro.it/interagisci/libri/index.php

FIRMA PER UNA LEGGE SULLE DISCIPLINE BIO-NATURALI

UNA LEGGE PER LE DISCIPLINE BIO-NATURALI : FIRMA ANCHE TU

Ultimi 80 articoli

IN VIAGGIO VERSO LA PASQUA - SETTIMA E OTTAVA TAPPA

Venerdi’ Santo la Crocifissione

 

PASSIONE E MORTE DI GESU’

E per tutti coloro che soffrono e muoiono per la verita’

 

AmatI, mi dispiace, ma so che e’

per amore! PER L’ESEMPIO, PER LA VITTORIA

Grazie!

 

Gesu’ non rinunciava mai a nessuno, nemmeno  se le persone lo abbandonavano

 

Come avra’ fatto il PADRE a far bere “il calice della passione” a Gesu’?

 

Il figlio aveva compreso che il calice era inevitabile e per questo si arrese alla sua volonta’.

Egli pensava che se avesse fallito anche il piano di Dio  e quindi la redenzione dell’umanita’ non avrebbe avuto luogo,

ne’ si sarebbe realizzata la liberazione dalle miserie e nessuna creatura avrebbe raggiunto l’eternita’.

 

Mentre pregava nell’orto del Getzemani  la volonta’ di Gesu’ non ebbe risposta dal Padre ma non per questo egli smise di pregare.

Perche’ pregava?

Perche’ quel dialogo silenzioso lo sosteneva, irrorava la sua anima di speranza e gli restituiva le forze.

 

Forse per il Padre morire in croce sarebbe stato piu’ sopportabile che vedere il proprio figlio rimanere tranquillo pur essendo percosso, rimanere docile pur essendo ingiuriato, essere tollerante pur essendo flagellato, avere la liberta’ di riuscire ad amare e perdonare pur essendo annichilito sulla croce.

 

Gesu’ compi’ la volonta’ del Padre affinche’ “essendo Dio divenuto uomo, l’Uomo diventasse Dio”

Quindi bere l’amaro calice non corrispondeva a soffrire come un povero miserabile ,ma alla realizzazione dell’ambizioso progetto di Dio: infondere l’immortalita’ nell’uomo temporale.E nell’immortalita’ c’e’ l’amore! 

 

Il venerdi’ santo GESU’ muore sulla croce per questo.

-

8° tappa

CRISTO  e’ una persona emozionalmente sana perche’:

-           Proteggeva le proprie emozioni nei momenti di maggior tensione

-           Filtrava gli stimoli stressanti

-           Non trasformava la sua memoria in una pattumiera delle miserie dell’esistenza

-           Non viveva in funzione delle offese e del rifiuto della societa’

-           Era convinto di cio’ che pensava e gentile nell’esporre le sue idee

-           Viveva l’arte del perdono, era cioe’ capace di riprendere in qualunque momento il dialogo con le persone che gli avevano creato frustrazioni

-           Investiva in saggezza per affrontare i momenti duri della vita

-           Non fuggiva di fronte alla sofferenza ma l’affrontava con lucidita’ e dignita’

-           Gestiva i suoi pensieri con liberta’  e non lasciava che idee negative prendessero il sopravvento nella sua mente

-           Era un agente trasformatore della sua storia

-           Non soffriva per ansia da anticipazione

-     ;     Spezzava ogni tipo di carcere intellettuale

-           era dotato di raziocinio brillante perche’ prendeva in considerazione ogni possibilita’

-           non gravitava intorno alla fama e non perdeva mai il contatto con le cose semplici

-           era socievole, gradevole e rilassante

-           sapeva condividere i suoi sentimenti e parlare di se’

-           viveva l’arte dell’autenticita’

-           viveva l’arte della motivazione

-           non si aspettava molto dalle persone che lo circondavano, nemmeno dai piu’ intimi anche se si donava intensamente a loro

-           aveva una pazienza enorme nell’insegnare

-           non rinunciava mai a nessuno, nemmeno se le persone lo abbandonavano

 

GRAZIE Gesu’

Carmen joti ed Emmanuel

 

Gesù non si occupava di RELIGIONI ma dell'UOMO

Si noti che Gesù non ha mai presentato una visione della sfera spirituale di tipo mercanteggiante, ovvero finalizzata a presunti benefici da realizzarsi nell'aldilà. Gesù è sempre concentrato sull'interiorità dell'uomo, sul suo essere qui-ed-ora, sulla mente.

A coloro che venivano guariti da malattie  (come la paralisi isterica, Gesù diceva: "la tua fede ti ha salvato".  Nessun intervento magico o miracolistico, semplicemente Gesù riteneva che la nostra mente, la nostra fede, può "spostare le montagne". Non la religione, non i riti né i sacrifici, ma la nostra fede, ovvero la profonda intenzione della nostra mente.

Basti pensare a celebri detti di Gesù come "chi vuole salvare la sua vita la perderà" oppure "non siate ansiosi per il futuro".

Secondo Gesù, la condizione umana richiede di essere riscattata, "salvata", dal proprio stato di sofferenza attraverso un cammino di illuminata comprensione e consapevolezza, basata NON SULLE COSE ESTERIORI (come appunto cerimonie religiose, ecc.) ma sull'INTERIORITA'

"Il Regno di Dio è dentro di voi"

che non ha bisogno di RIVERENTI OBBEDIENZE A POTERI RELIGIOSI

…"Non chiamate nessuno sulla terra vostro Padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli"…

ma di RITROVARE il Divino in SE' STESSI,  NELLA MEDITAZIONE ("Quando preghi, chiuditi a chiave nella tua camera…..").

Gesù, il Monoteismo e la "fede non religiosa"

Si potrebbe certamente osservare che Gesù, da bravo ebreo,  fa costantemente riferimento al concetto di Dio.

Tuttavia possiamo osservare alcuni elementi interessanti:

Innanzitutto, Gesù non teorizza un "intervento" divino nella sfera umana, e NON C'E' una comoda "PROTEZIONE DIVINA" ma l'uomo deve comunque assumersi le sue responsabilità, valutare le sue possibilità e soprattutto gli EFFETTI del suo agire.

Infatti, quando Gesù prese posizione su una catastrofe che accadde in quel periodo (chissà perché ma questo è uno degli episodi dei vangeli meno conosciuti) ovvero il crollo della torre di Siloe, che uccise 18 persone, non disse che si trattava di una "punizione divina"

Si trattava di un  accadimento  che NON DOVEVA ESSERE STRUMENTALIZZATO per ricavarne alcun principio (vangelo di Luca, cap. 13).

Egli affermò tuttavia che sia chi muore in simili incidenti sia chi sopravvive, si trovano esattamente nella stessa condizione, perché il vero bene per dell'uomo non è "sopravvivere alla morte" ma "convertirsi", ovvero ricercare quella trasformazione interiore senza la quale non c'è molta differenza qualitativa tra vivere, sopravvivere o morire.

Quindi Gesù è senz'altro concentrato non su un mero attaccamento alla vita fisica, ma su una dignità umana QUALITATIVA.

GRAZIE GESU’

 

GESU’ DEI DOLORI E DELLA BELLEZZA

GESU’ DELLA FORZA E DEL CORAGGIO

 

GESU’ DEI CIELI LIMPIDI E DELLE VALLI OSCURE

 

GESU’ DELLE PREGHIERE E DEI SILENZI

 

GESU’ DELLE SPINE E DELLE ROSE

 

GESU’ FIGLIO E GESU’ PADRE

 

GESU’ DELL’INTEGRITA’ E DELLA DOLCEZZA

 

GESU’ DELL’AMORE INCONDIZIONATO

 

GESU’ AMATO

 

GRAZIE!

www.SPAZIOSACRO.IT

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e rimani aggiornato con UN CLICK QUI :

http://www.spaziosacro.it/newsletterspazio/operazioni.php

Corsi in Arrivo

reiki bologna


breathwork il potere del respiro

AMI LEGGERE ?

libri gratuiti benessere e crescita personale e spirituale

ACCEDI SUBITO ALLA BIBLIOTECA GRATUITA DI LIBRI DEL BENESSERE, CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE PIU' GRANDE DEL WEB. SCARICA I LIBRI GRATUITI CON UN CLICK QUI :

http://www.spaziosacro.it/interagisci/libri/index.php

FIRMA PER UNA LEGGE SULLE DISCIPLINE BIO-NATURALI

UNA LEGGE PER LE DISCIPLINE BIO-NATURALI : FIRMA ANCHE TU

Ultimi 80 articoli

IN VIAGGIO VERSO LA PASQUA - QUINTA E SESTA TAPPA

IN VIAGGIO VERSO LA PASQUA . LA SETTIMANA SANTA: LA PASSIONE, MORTE E RESURREZIONE DI GESU' e LA NOSTRA TRASFORMAZIONE – gli attacchi di panico- :

5° e 6° TAPPA

 

 

Disegno di GESU’ della bambina AKIANE  che ha avuto visioni su di lui

 

IN CAMMINO VERSO LA PASQUA

 

 

5° tappa della passione di Gesu’ :

 

Tutte le volte che Cristo prevedeva un avvenimento frustrante relativo ai suoi discepoli, aveva almeno 4 grandi obiettivi.

 

Primo, alleviare il proprio dolore. Prevedendo in anticipo le frustrazioni a cui sarebbe stato sottoposto,

attrezzava le sue difese emozionali per proteggere se stesso nel momento in cui si fossero presentate.

Quando i discepoli lo abbandonarono non fu colto di sorpresa.

Amava e si donava senza riserve agli esseri umani, ma non si aspettava molto da loro.

 

Non c’e’ niente che preservi l’emozione quanto ridimensionare le aspettative che nutriamo nei confronti delle persone che ci circondano.

Ogni volta che ci aspettiamo troppo, aumentano anche le nostre probabilita’ di cadere nelle grinfie della delusione.

 

Gesu’ aveva accettato in quei momenti l’abbandono e la solitudine.

 

Anche quando vide che Pietro lo rinnegava e gli altri dietro di lui, volle mostrare loro che non pretendeva cose impossibili.

Viste le lezioni che aveva impartito loro in quei singolari tre anni e mezzo avrebbe potuto essere esigente, ma non lo fu.

 

Poiche’ era il maestro dei maestri della scuola della vita sapeva che superare la paura, vincere l’ansia

 ed elaborare le sofferenze erano le lezioni piu’ difficili da applicare nella vita.

Il Maestro utilizzo’ il dolore stesso che i discepoli gli avevano inflitto per aiutarli ad interiorizzarsi e ad espandere la loro comprensione della vita.

 

Che Maestro ha mai sacrificato tanto in nome dell’insegnamento ai suoi allievi?

Non li avrebbe mai abbandonati, nemmeno se loro avessero abbandonato lui

 

Quarto punto, voleva che fossero preparati a non perdere la fiducia in se stessi a prescindere dai loro errori.

Non voleva che si lasciassero prendere dal senso di colpa e dallo scoraggiamento.

 

Egli voleva fornire loro i mezzi e la strada per il ritorno.

Purtroppo Giuda non torno’. Il senso di colpa e un’intensa reazione depressiva lo portarono al suicidio.

 

Pietro anche se in lagrime torno’.

 

Gli educatori, i genitori, i manager di imprese si preoccupano di correggere gli errori immediati e di ridisegnare le rotte del comportamento.  Si impongono.

 

Gesu’ invece voleva condurre i suoi discepolo allo sviluppo dell’arte del pensare, fosse anche al prezzo di errori umilianti.

Tuttavia prima che si sentissero in colpa, stava gia’ preparando loro il rimedio

 

Rispettando comunque il loro libero arbitrio…..(infatti Giuda decise di non tornare!)

 

MAESTRO GESU’ Insegnaci ad amare senza aspettative 

Insegnaci a dare a chi ci ha offeso sempre un’altra possibilita’ di ritorno 

Rispettando tuttavia il libero arbitrio 

Grazie!

 

6° tappa nel percorso di Gesu’

 

ANSIA VITALE-ANSIA PATOLOGICA- ATTACCO DI PANICO

 

Abbiamo visto che nel Getsemani Gesu’ si dichiaro’ depresso

Si trattava di una malattia o di uno stato d’animo momentaneo?

Molti psichiatri e psicologi pensano che qualsiasi ansia sia patologica.

 

Non e’ cosi’.

 

Esiste invece un’ansia vitale e normale che abita l’intelligenza di ogni essere umano

ed e’ presente nella costruzione dei pensieri, nella ricerca del piacere e nella realizzazione di progetti

L’ansia vitale stimola la creativita’.

 

Anche Gesu’ aveva ansiosamente aspettato l’ultima cena con i suoi discepoli per veder portato a compimento il desiderio del suo cuore.

 

L’ansia diventa patologica quando ostacola la normale attivita’ intellettuale e riduce la liberta’ emozionale.

 

Le caratteristiche piu’ evidenti dell’ansia sono: labilita’ emozionale, irritabilita’, iperaccelerazione del pensiero, difficolta’ a gestire la tensione, perdita della capacita’ di concentrazione, deficit di memoria e comparsa di sintomi psicosomatici.

L’ansia patologica fa vivere in funzione dell’anticipazione costante di quello che potrebbe succedere.

 

Il Maestro della scuola della vita aveva vaccinato i suoi discepoli contro l’ansia patologica poiche’ coltivava in loro la liberta’ dalle preoccupazioni della sopravvivenza, coltivava in loro la tranquillita’, la solidarieta’, l’amore reciproco, la lucidita’, la coerenza, l’unita’; insegnava affinche’ imparassero ad affrontare i problemi reali della vita quotidiana anziche’ quelli immaginari creati dalla mente.

L’uomo cosi’ diveniva sicuro di se’, stabile,  un uomo che sa interiorizzarsi, che sa gestire coerentemente i suoi pensieri e le sue emozioni durante i momenti piu’ turbolenti della sua vita.

 

I giovani di oggi escono dalle scuole e dalle universita’ con un diploma o titoli accademici abilitati all’azione nel mondo fisico ma non sanno come comportarsi nel loro mondo personale ne’ essere agenti di trasformazione della propria storia emozionale intellettuale o sociale e la societa’ non li aiuta. 

Quando siamo ansiosi qualunque problema diventa un mostro, siamo instabili e irritabili; la nostra gentilezza si dissolve .

In Gesu’, al culmine della sua angustia, la sua umanita’ riusciva ancora a brillare e benche’ si sentisse profondamente abbattuto era premuroso con le persone che lo circondavano. Non ha mai scaricato la propria tensione su di loro ne’ vi ha rovesciato il suo dolore.

Eppure la sua passione era intensissima.

 

Luca ci riferisce che l’ansia del maestro era cosi’ intensa che mentre pregava i suoi pori si aprivano e il sudore scorreva sul suo corpo fino a bagnare la terra ai suoi piedi.

 

GESU’ ebbe un attacco di panico nel giardino del Getsemani? NO !

 

Vediamo che cos’e’ la sindrome da attacco di panico o DAP

Il profilo psicologico di un dappista e’ caratterizzato da ipersensibilita’ emozionale, da preoccupazione eccessiva per il proprio corpo.

L’attacco di panico e’ caratterizzato da una paura improvvisa e drammatica di stare per morire o per svenire, ha una intensa reazione ansiosa, vi e’ tachicardia, accelerata frequenza respiratoria, forte sudorazione, eventuale perida delle urine, obnubilamento, spesso si ha l’impressione di avere un infarto e si corre da un medico perche’ rassicuri che non si sta per morire.

Se gli attacchi di panico si prolungano negli anni Si hanno problemi di  autonomia  la’ dove puo’ essere compromessa la capacita’ di uscire da soli  e di  non poter vivere senza un accompagnamento

La liberta’ allora e’ completamente persa poiche’, loro malgrado, queste persone diventano dipendenti.  Soffrendo moltissimo per questo anche perche’  spesso non sono compresi dalla famiglia, dalla societa’ in cui vivono  cosi’ piano piano  diventano anche emarginati che si emarginano.

Nessuno muore per la sindrome di attacco di panico, ma queste persone soffrono piu’ di chi sta veramente avendo un infarto o si trova in reale pericolo di vita.

 

In America si e’ trovata solo da 10 mesi  la spiegazione di questa patologia che non e’ assolutamente psicologica ma crea problemi psicologici.

Si e’ visto che essa viene creata da un problema fisico, un mancato biofeedback di due zone del cervello: corpo calloso e ippocampo e questo generalmente dopo forti shock  o eventi traumatici che portano l’Amigdala fuori controllo.

Tuttavia, nell’attesa di una cura piu’ adeguata degli psicofarmaci (che sembra imminente) che tengono solo un po’ frenata l’ansia, o intontiscono e obnubilano la mente,sarebbe importante decaratterizzare nella memoria questo terrore della morte, recuperare il controllo dell’io nei momenti di maggior tensione e gestire i pensieri negativi, come fece il MAESTRO DI NAZARET nei momenti difficili del Getzemani.

 

Nel giardino del Getzemani tuttavia Gesu’ non ebbe un attacco di panico, sebbene abbia presentato diversi sintomi psicosomatici.

In quella fatidica notte l’ansia del maestro non aveva niente a che vedere con la paura della morte, ma piuttosto del tipo di morte a cui andava incontro e del comportamento che avrebbe dovuto mantenere in ciascuna delle tappe della sua sofferenza.

Poi Lui confidava completamente nel Padre ! Sapeva di non essere solo anche se, quella sua parte umana, ebbe un momento di sconforto.

 

(Cosi’ dicono alcuni Maestri spirituali,  che se un dappista avesse cosi’ tanta fede da abbandonarsi al Divino Se’ Superiore, sarebbe libero da questa malattia che per loro e’ di origine karmica)

 

Le biografie di GESU’ ci raccontano che compiva molti miracoli fisici ma non nell’anima e nella personalita’ .

La personalita’ non ha bisogno di miracoli ma di trasformazioni.

 

Perfezionare l’arte del pensare, imparare a filtrare gli stimoli stressanti, investire in saggezza durante le stagioni fredde della vita sono nobili funzioni della personalita’ che pero’ non si conquistano in tempi brevi.

 

A noi tutti piacerebbe eliminare velocemente e istantaneamente le nostre sofferenze ma non e’ possibile.

Non esistono strumenti adatti a cio’ (a meno che non succeda un miracolo)

 

Dobbiamo imparare dal Maestro a veleggiare dentro a noi stessi e ad affrontare il dolore con dignita’ e coraggio e a usarlo per levigare la nostra Anima come ci ha insegnato lui 

 

 

MAESTRO GESU’

Insegnaci ad arrenderci fiduciosi al Nostro Divino e a TUO PADRE/MADRE

Per incontrare la saggezza e l’amore

E liberarci dalla paura

Io ho fiducia in te!

 

Grazie!

 www.spaziosacro.it

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e rimani aggiornato con UN CLICK QUI :

http://www.spaziosacro.it/newsletterspazio/operazioni.php

Corsi in Arrivo

reiki bologna


breathwork il potere del respiro

AMI LEGGERE ?

libri gratuiti benessere e crescita personale e spirituale

ACCEDI SUBITO ALLA BIBLIOTECA GRATUITA DI LIBRI DEL BENESSERE, CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE PIU' GRANDE DEL WEB. SCARICA I LIBRI GRATUITI CON UN CLICK QUI :

http://www.spaziosacro.it/interagisci/libri/index.php

FIRMA PER UNA LEGGE SULLE DISCIPLINE BIO-NATURALI

UNA LEGGE PER LE DISCIPLINE BIO-NATURALI : FIRMA ANCHE TU

Ultimi 80 articoli

IN VIAGGIO VERSO LA PASQUA - QUARTA TAPPA

IN VIAGGIO VERSO LA PASQUA . LA SETTIMANA SANTA: LA PASSIONE, MORTE E RESURREZIONE DI GESU' CRISTO e LA NOSTRA TRASFORMAZIONE :

 4° TAPPA

 

 

Disegno di GESU’ della bambina AKIANE  che ha avuto visioni su di lui

 

IN CAMMINO VERSO LA PASQUA

 

Premessa:

Naturalmente ognuno e’ libero di leggerci o no. Questo cammino E’ una condivisione per nuove comprensioni

 

Vogliamo parlare DI Gesu’ non tanto in termini religiosi ma amorosi, egli non e’ venuto per creare una religione ma per insegnarci ad AMARE

 

Egli non diede a Pietro l’ordine di edificare una chiesa, non c’e’ davvero in nessuna parte questo imperativo,  ma gli uomini hanno frainteso le sue parole: LA CHIESA E’ IL SUO POPOLO, TUTTO E TUTTI POSSONO TRASMETTERE LA SUA PAROLA se diventano capaci di amare! IL MONDO E’ LA SUA CHIESA LA’ DOVE GLI UOMINI SI AMANO E COMPRENDONO E AMANO IL PADRE/MADRE, IL NOSTRO CREATORE.

 

Noi abbiamo bisogno di DIO ma nessuno ci ha spiegato che anche DIO ha bisogno del nostro amore…altrimenti perche’ ci avrebbe creato  ?  

Ti amiamo o PADRE- MADRE perche’ hai fatto cose mirabili, perche’ sei buono e onnipotente, perche’ ci hai lasciato una qualche liberta’, almeno quella di amarti o no, perche’ se noi sbagliamo e ci allontaniamo da te, tu non lo fai. Aspetti paziente il nostro ritorno. Non e’ facile vivere sulla terra anche se e’ un onore bellissimo, ma le prove sono tante…e tuo figlio GESU’ lo sa. Lo ha provato direttamente, cosi’ siamo davvero diventi fratelli, figli del DIO VIVENTE.

Cosi’ sostienici Padre /Madre anche quando cadiamo in basso, nel piu’ profondo. GESU’ insegnaci a superare le prove con la forza del tuo amore e con la tua compassione. Noi non abbiamo la visione a 360° del perche’ ci succedono cose anche tremende (e le crediamo ingiuste e ci arrabbiamo molto) ma voi l’avete, voi sapete che ogni cosa e’ corretta. Dateci la forza di superare il nostro Karma . Abbiamo FEDE in VOI, in TE ! Cosi’ sia fatta la vostra volonta’.

 

Si parla tanto di altri Maestri e poco di GESU’, il maestro Nazareno.  Forse perche’ la nostra tradizione ce lo ha presentato sempre secondo stereotipi cattolici che spesso ce lo hanno allontanato dal nostro sentimento.  Vorremmo, secondo le parole di Augusto Cury, presentare, con queste tappe, l’altro volto di GESU’, affinche’ la Pasqua non sia SOLO il ricordo di un martirio o all’opposto solo la festa dell’Uovo, delle gite fuori porta, della vacanza, ma sia una FESTA DI RESURREZIONE, un cambiamento nella nostra vita, nel nostro sentire, nel nostro evolvere spiritualmente.

FINO ALLA FUSIONE CON LA LUCE DI DIO

 

4° TAPPA NEL PERCORSO DI GESU’

 

ABBANDONATO DA TUTTI:

 

Vedremo ora il terzo tipo di sofferenza vissuto da Cristo  nella sua settimana di passione

 

Quando fu arrestato dopo il tradimento di Giuda, GESU’ fu abbandonato da tutti

 

“Non diro’ mai che ti conosco”...e’ la tipica frase di Pietro quando gli fu chiesto se era discepolo di quell’uomo. 

E’ facile restare fedeli ad una persona forte, e’ facile dare credito ad uno situato all’apice della sua fama, ma e’ una delle insidiose trappole della modernita’.

Molti si lasciano entusiasmare dal suono degli applausi ma col passare del tempo si ritrovano ad avere come unica compagna: la solitudine o meglio l’isolamento.

GUSU’ sapeva che un giorno i discepoli lo avrebbero lasciato solo.

Anche se dicevano che non lo avrebbero mai fatto.

Ed effettivamente nel momento finale nessuno riusci’ ad essere INTREPIDO al punto di rimanere con lui.

 

Quei giovani della galilea cosi’ apparentemente forti in realta’ erano fragili e si fecero vincere dalla paura.

Ma il Maestro non li abbandono’ e non perse la fiducia in loro perche’ nei suoi piani l’obiettivo fondamentale

non era punirli quando sbagliavano ma essere la loro guida in un viaggio di trasformazione interiore

 

Poiche’ comprendeva che l’esistenza umana era troppo complessa per essere imbrigliata da leggi e regole di comportamento, le strade percorse da Gesu’ non erano quelle del giusto e dello sbagliato

egli era venuto non per le rigide leggi dettate da Mose’ ma per aiutare l’uomo ad immergersi nelle flessibili leggi della vita.

 

Anche il tradimento di Pietro ne e’ un’esempio.

Era facile per Pietro essere forte quando stava vicino ad una persona forte, era facile donarsi a chi non ha bisogno, ma gli fu difficile stare vicino ad una persona fragile.

Nel momento in cui GESU’ si spoglio’ della sua forza per diventare semplicemente il figlio dell’uomo, la forza di Pietro venne meno.

 

Quando Pietro vide l’espressione triste, la respirazione affannosa di Gesu’ rimase profondamente scosso e penso’:

“ non sara’ che tutto quello che ho vissuto fino ad ora accanto a quest’uomo e’ stato solo un miraggio che e’ diventato un incubo?”

Non rinnegava solo il maestro ma anche tutto quello che avevano vissuto insieme.

 

Gesu’ sapeva che il suo amato discepolo stava assistendo al suo martirio e che mentre era impietosamente colpito, Pietro lo rinnegava.  

Questo rinnegamento scavo’ un solco profondo in Gesu’ molto piu’ profondo di quello provocato dai soldati. 

Ma Gesu’ amava Pietro profondamente e lo conosceva bene e capiva il suo stato d’animo. E quindi gli era vicino nonostante tutto.

 

L’amore del maestro di Nazaret verso i suoi discepoli e’ la piu’ bella ed illogica poesia esistenziale mai vissuta da un uomo.

 

Pietro poteva anche escludere il Maestro dalla propria storia, ma Gesu’ non lo avrebbe mai abbandonato perche’ lo considerava insostituibile.

 

Nessuno ha mai amato e si e’ dedicato con tanta premura a persone che lo frustravano e gli davano cosi’ poco in cambio.....

  

GESU’ come possiamo imparare da te ad AMARE anche quelli che ci rinnegano? Che ci danno frustrazioni?

In questa settimana che ci ricorda il tuo dono, Insegnaci a donarci, A CHIEDERE SCUSA, A SCUSARE

Tutti E tutto 

Grazie Maestro! E grazie a chi condivide

 

 

 

PERDONO PER DONO

 

Sto leggendo il libro sui chakra di RAFAEL PAYEUR  e questo filosofo- teologo mi piace assai e mi aiuta davvero a capire tante cose

Scrivo un pezzo del suo libro sul chakra frontale CHE PARLA DEL PERDONO

 

“A livello del chakra della fronte.il primo atteggiamento da sviluppare e’ quello del PERDONO

Prima di capire cosa significhi il perdono e’ importante precisarne i contorni perche’ si tratta di un’esperienza molto diversa da quella che generalmente ci si immagina

 

Il perdono infatti introduce l’aspirante a un vero e proprio cambiamento di coscienza attraverso il quale puo’ trascendere il proprio io personale per accedere all’io transpersonale.

Per arrivare a questo e’ necessaria una lunga maturazione che comincia con il risveglio e l’armonizzazione dei primi tre chakra.

 

Il risveglio del chakra del cuore,poi, permette che ci sia un’apertura verso l’altro, quello della gola, un’unione con lui, e quello della fronte infine, una trasmutazione dell’intero essere

 

NESSUN PERDONO E’ POSSIBILE PRIMA CHE VENGA PIENAMENTE INTEGRATO UN TAL PERCORSO EVOLUTIVO

E PRIMA CHE VENGA ACQUISITO UN AUTENTICO SENSO DEL SACRIFICIO.

 

Il perdono infatti esige innanzitutto che si sappia oltrepassare se’ stessi

 

In questa prospettiva, IL PERDONO SARA’ POSSIBILE SOLTANTO AL PREZZO DI UNA TERRIBILE RINUNCIA.

 

Nel suo studio del perdono Sergaj Prokofev, nipote del celebre compositore, mette in evidenza questo fatto.

 

PERDONARE ESIGE UN TERRIBILE DOLORE: RINUNCIARE AL PROPRIO DIRITTO, AL PROPRIO ONORE, A CIO’ CUI TENIAMO MAGGIORMENTE.

 

Quindi il perdono implica una profonda sofferenza per l’ego ma e’ una vittoria su di se’ ed e’ proprio attraverso questo che l’ego e’ alchemizzato.

 

L’aspirante deve ricordarsi allora, che tutto quello che non e’ dato e’ perduto e tutto quanto e’ trattenuto per se e’ smarrito.

 

NESSUNO UOMO DUNQUE POTRA’ MAI PERDONARE SENZA L’AIUTO DELLA GRAZIA DIVINA e per imparare questo occorre aprirsi alle forze superiori

e benche’ esso rappresenti una realta’ soprannaturale, il perdono e’ comunque una dimensione essenziale della vita.

 

Il rifiuto di perdonare e’ sempre un ripiegamento su se stessi che inacidisce la persona e nega la sua vocazione fondamentale.

Rifiutando di perdonare, infatti, l’aspirante si separa dall’altro e si allontana, nello stesso tempo, dalla propria essenza profonda.

 

Il rifiuto di perdonare conduce inevitabilmente alla morte

Appare anche chiaramente che il perdono non e’ una scelta morale, ne’ un’opzione etica, ma una necessita’ ontologica.

 

E’ importante pero’ sapere che il perdono non consiste nel dimenticare l’errore (la dimenticanza e’ una fuga, e’ contraria a ogni relazione autentica e sincera)

D’altronde,c’e’ una solo cosa che DIO stesso non e’ capace di fare: far si’ che le cose fatte non siano mai state fatte.

 

Inoltre, PERDONARE NON SIGNIFICA CERCARE DI SCUSARE L’OFFESA, NE’ NEGARLA IN ALCUN MODO,

POICHE’ ALLORA NON CI SAREBBE PIU’ NULLA DA DOVER PERDONARE.

 

AL CONTRARIO, PERDONARE CONSISTE NEL RICONOSCERE L’OFFESA MA NEL RINUNCIARE, D’ALTRA PARTE, A QUALUNQUE TIPO DI COMPENSAZIONE.

 

IN EFFETTI IL PERDONO NON SCUSA NULLA, POICHE’ “IL PERDONO E’ PROPRIO LA’ PER PERDONARE CIO’ CHE NESSUNA SCUSA SAPREBBE SCUSARE”

 

Se il perdono non cancella l’offesa tuttavia la trascende per il fatto che

L’OFFESO RINUNCIA AI PROPRI DIRITTI PIU’ LEGITTIMI E NON ESIGE ALCUNA RIPARAZIONE PER IL DANNO SUBITO!

 

La RINUNCIA PERMETTE ALLE PERSONE COINVOLTE DI LIBERARSI VERAMENTE DAL CERCHIO TREMENDO DELLA COLPEVOLEZZA O DELLA VENDETTA,IL CERCHIO CHIUSO DEL MONDO.

 

IL PERDONO QUINDI INSTAURA UN FUTURO DIVERSO DA QUELLO IMPOSTO DAL PASSATO O DALLA MEMORIA FACENDO APPELLO ALLA DINAMICA DELL’AMORE.

 

Esso e’ veramente un atto “ri-creativo”  

POICHE’ REINTRODUCE TRA CHI OFFENDE E CHI E’ OFFESO, UNA NUOVA FORMA DI ALLEANZA.

*

 

UN’ALTRA CURA DI GUARIGIONE CI PARLA DI SCUSARE, NON DI PERDONARE:

 

PERCHE’ DICON0, SE DEVO PERDONARE VUOL DIRE CHE MI ELEVO  AL DI SOPRA DI CHI MI HA OFFESO

E NON COMPREDNO ANCHE LA MIA RESPONSABILITA’ NELL’OFFESA: ESSA

E’ LA GIARTIGIONE DELL’HO’OPONOPONO

 

Che ci insegna che siamo responsabili di tutto quello che accade non solo nella nostra vita ma anche in quella degli altri

Di tutta la terra

 

Cosi’ se comprendo  dove ho contribuito a creare il problema e me ne faccio carico io attraverso la pura compassione del cuore diro’ e sentiro’ profondamente:

MI DISPIACE

TI CHIEDO SCUSA

GRAZIE

TI AMO !

 

MIGLIARANDO ME STESSO MIGLIORERA’ ANCHE IL MONDO INTORNO A ME, MIGLIORERANNO I RAPPORTI E LA VITA INTORNO A ME.

QUESTE PAROLE SONO UNA BENEDIZIONE

E UN CAMBIAMANETO RADICALE DI SENTIRE E VIVERE

 

COSI’ DICIAMO A GESU’ E A TUTTI  QUELLI CHE SOFFRONO SULLA TERRA

MI DISPIACE

CHIEDO SCUSA

GRAZIE

VI AMO!

GUARIAMO!

 

GRAZIE A VOI!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra newsletter e rimani aggiornato con UN CLICK QUI :

http://www.spaziosacro.it/newsletterspazio/operazioni.php

Corsi in Arrivo

reiki bologna


breathwork il potere del respiro

AMI LEGGERE ?

libri gratuiti benessere e crescita personale e spirituale

ACCEDI SUBITO ALLA BIBLIOTECA GRATUITA DI LIBRI DEL BENESSERE, CRESCITA PERSONALE E SPIRITUALE PIU' GRANDE DEL WEB. SCARICA I LIBRI GRATUITI CON UN CLICK QUI :

http://www.spaziosacro.it/interagisci/libri/index.php

FIRMA PER UNA LEGGE SULLE DISCIPLINE BIO-NATURALI

UNA LEGGE PER LE DISCIPLINE BIO-NATURALI : FIRMA ANCHE TU

Ultimi 80 articoli