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Categoria: "Crescita spirituale"

UN URLO ALL'UMANITA' : un monito per le genti. Insieme per la Terra il 22 dicembre alle ore 22

UN URLO ALL’UMANITÀ

Un urlo all’umanità, un monito per le genti.

Insieme per la Terra il 22 dicembre alle ore 22

 

La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite. E’ la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più. Ci domandiamo: ” Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? ” In realtà chi sei tu per NON esserlo? Siamo figli di Dio. Il nostro giocare in piccolo, non serve al mondo. Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi cosicché gli altri non si sentano insicuri intorno a noi. Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini. Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi. Non solo in alcuni di noi: è in ognuno di noi. E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso. E quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri. ( Nelson Mandela )

 

Bentornati umani o piacere di conoscervi, scriviamo a voi con onestà di intento e semplicità d’animo.

Nonostante le incomprensioni o gli insulti o i fanciulleschi entusiasmi da parte di molti, noi abbiamo continuato con tranquillità a divulgare quello che gli Alberi Maestri ci hanno insegnato in tutti questi anni di incontri e di dialoghi silenziosi.

Il 12 Novembre 2017, due nostri Alberi Maestri, durante una meditazione, ci hanno chiesto di “lanciare un Urlo all’umanità”, un monito per le genti. Ne siamo rimasti sorpresi e preoccupati. In 35 anni / 22 anni di frequentazione questo non era mai accaduto.

Chi siamo noi per fare questo? Perché continuare a ricevere insulti e sbeffeggiamenti ?

E chi siamo noi per non accogliere una richiesta da parte di chi ci ha donato tanto in insegnamenti e cure ? Non siamo forse coraggiosi ?

Si, “dialoghiamo con gli Alberi Maestri” e loro rispondono ( vedi dendroterapia ® energetica sul nostro sito ).

Dice Marcel Vogel che si può interagire con gli Alberi solo in uno stato di esaltazione dello spirito, come quello degli yogin ; poiché questo è successo, non vuol dire sentirsi chissà chi, siamo rimasti concentrati ed umili, ma come dice Guru Nanak, l’umiltà è piena di consapevolezza e di affidamento a Dio; quindi consapevolmente comprendiamo la necessità di affidarci per questo appello al nostro Divino Sé Superiore e alla Guida degli Alberi Maestri per lanciare quello che loro hanno chiamato “Urlo”.

Tre anni fa, il Grande Albero, ci aveva “avvisati” che sarebbero caduti tutti come birilli (lo abbiamo scritto anche ai nostri Allievi) e per molti di loro così è stato : da noi più di 1.500 alberi sono caduti in una sola notte e dalle notizie dei telegiornali e sul web abbiamo appreso che queste cadute erano avvenute in tutta Italia, troppe ed anomale. In ottobre anche la più grande quercia del nostro parco, di quasi 500 anni è caduta ed ora giace distesa al suolo, impressionando per la possanza del suo corpo a terra, oramai privo di vita.

Dunque, i nostri Maestri ci hanno chiesto di lanciare un urlo all’umanità, ma un urlo non è una mera invocazione, non è una richiesta edulcorata per non spaventare, un urlo è un urlo, ed in questo caso è un grido che squarcia l’aria, che impressiona, che immobilizza, che risuona a lungo nelle orecchie e nelle menti umane.

Un urlo è l’avviso di un pericolo che sta già manifestandosi, che nasce dalle viscere, risveglia paure e tensioni, è un lancinante lamento di dolore da parte della Terra e delle sue innocenti creature sottoposte a pressioni immani che non riescono più a sostenere né a trasmutare.

Così non utilizzeremo il “bla bla bla” dei soliti simposi sul clima, non utilizzeremo le parole di coloro che chiedono con prudenza di salvare questa o quella specie, non utilizzeremo le dure parole di coloro che giustificano o non ammettono che l’aria è piena di metalli pesanti, che le acque sono inquinate e le terre pure.

Il profitto è la chiave, così non ci invischieremo neppure in discorsi politici tesi a minimizzare o nascondere ai più quello che sta realmente accadendo. Non diremo a chi soffre per tutto questo, che le soluzioni arriveranno da sole o come vorrebbero in molti sentirsi dire, che va tutto bene.

E’ vero che vi sono molte persone che operano per il bene, ma non è sufficiente, infatti, come diceva Edmund Burke “perché il male trionfi, è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione”.

Quindi quello che dicono non è la verità, non è quello che sta realmente accadendo sul nostro pianeta : siamo in pieno caos e nel caos solo UN URLO può farci fermare, un monito che viene dalle nostre stesse viscere ed ora dalla Terra attraverso i suoi Alberi.

L’addormentamento indotto è così obbligato ad un risveglio, il cinismo ad una presa di coscienza.

L’Urlo sarà più forte e più forte per gli indifferenti che vivono la vita per se stessi, per loro tornaconto; ben presto essi stessi si accorgeranno che anche “cambiando spiaggia” la vita languirà egualmente.

La presa di coscienza, la consapevolezza del fatto che ci stiamo distruggendo, può indurci a reagire e far agire chi detiene il potere. E’ sollevare la testa e farla sollevare ad altri velocemente, come fanno già in molti accettando la possibilità di attacchi, di offese gratuite, di maldicenze o di incredulità che fanno male.

E’ una possibilità, non è affatto la certezza.

Eppure gli Alberi non ci hanno mai lasciato nell’afflizione. Infatti mentre “affermavano” che sarebbero caduti come birilli, ci incoraggiavano anche ad aspettare delle “Guide” che sarebbero venute per indicarci la strada ed uscire dal caos. Abbiamo sentore che esse arriveranno presto.

Quando si parla di religiosità si pensa solo alle religioni strutturate ed ancora emergenti. In realtà, esse sono differenti anche se possono intersecarsi.

Prendere il buono e con integrità ovunque lo riconosciamo ci ha portato spesso ad essere etichettati e quindi allontanati, ma noi crediamo nella religiosità della vita, nella sacralità di ogni essere vivente che può essere rispettata ed accolta da ognuno.

Noi crediamo in Dio e nella sua meravigliosa creazione, pur senza definirci in una religione perché pensiamo che Dio sia di tutti.

La sacralità della vita là dove è andata perduta ha portato dolori e divisioni.

Così l’Urlo è stato lanciato da Madre Terra !

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Non occorre credere in quello che scriviamo, sarà sufficiente guardarsi attorno e percepire quell’urlo dagli elementi, dagli alberi, dagli animali, dalle pietre e dagli indifesi esseri umani che abbiamo portato nel caos.

Dopo l’urlo vi sarà un lungo silenzio … la trasmutazione avverrà attraverso la consapevolezza che ognuno dovrà fare ammenda da sé stesso, perdonarsi e perdonare ed agire di conseguenza con una rinnovata fiducia nei propri confronti e negli altri e nel cominciare a vivere rispettando l’ambiente laddove non lo facessimo.

Siamo più di quello che crediamo, uniti negli intenti possiamo fare la differenza.

La Terra ha bisogno di un SI, il nostro, come ci insegna la guarigione dell’Ho’oponopono : “mi dispiace, perdono, grazie, guariamo, ti amo“. Madre Terra ti dico SI, sto dalla tua parte !

I ricercatori di HeartMath e molti altri autorevoli scienziati citati da www.heartmath.org  credono che esista un rapporto fra il cuore umano e il campo magnetico terrestre, e sostengono che «un’intensa emozione collettiva possa esercitare un impatto misurabile sul campo geomagnetico della Terra». Siamo in sostanza, tutti interconnessi, come in una grande sinfonia di frequenze.

Allora perche’ non adoperarci insieme per un’invocazione collettiva?

Lo hanno già fatto, ma non erano abbastanza, non abbastanza il cambiamento; né ci sentiamo di garantire che questo nostro intento funzionerà, ma andare avanti è mantenere una promessa e fare la differenza.

Oggi la tecnologia è in grado di misurare l’impatto emozionale e sarebbe, dunque, interessante provare a sintonizzare nello stesso momento una grandissima parte della popolazione mondiale, su un’emozione positiva come quella di salvare il nostro Pianeta.

Già fatto ? Si come abbiamo già detto, ma eravamo pochi.

Semplicistico ? Forse.

Scritto con il cuore per amore ? Sicuro.

Difficilissimo da realizzare ? Certamente !

Dopo lo sgomento, il dispiacere, la comprensione e l’invocazione, dopo un puro intento e la sua realizzazione, l’urlo potrebbe diventare un URLO di GIOIA, l’inizio di una inversione di rotta.

Gli Alberi, la Terra e noi ce lo auguriamo vivamente poiché il tempo stringe.

Il 22 dicembre (#22dicembreinsiemeperlaterra) uniamoci insieme per una meditazione collettiva di soli 30 minuti dalle 22 alle 22,30 per aiutare la Madre Terra e tutte le sue innocenti creature :

  • Leggiamo le motivazioni e firmiamo la nostra presenza sulla pagina dell’evento creata su google + https://goo.gl/y9JTBn
  • indossiamo per andare al lavoro un capo di abbigliamento di colore blu come il nostro pianeta, magari con la scritta “sono amico della Terra” ; un piccolo gesto che almeno incuriosisce e potrebbe portare a riflettere ;
  • condividiamo i file di questa cartella gdrive https://goo.gl/hXtzhH ( ad esempio per stampare su carta riciclata le etichette di questo messaggio e distribuirle nel tuo quartiere o inviarle ad un amico per email perché le faccia girare );
  • poniamo una candela accesa davanti ad un finestra della nostra casa come simbolo di presenza e di luce per tutta la Terra e le sue creature;
  • dalle 22 alle 22,30 ripeteremo per tutto il tempo queste semplici parole pronunciate con consapevolezza come da guarigione dell’Ho’oponopono : “Madre Terra e tutte voi innocenti creature, ci dispiace, vi chiediamo scusa,  grazie, vi amiamo, guariamo”. (#madreterraperdonaci) (#madreterraguariamo)

 

Dice Mandela : La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite. E’ la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più. Ci domandiamo: ” Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? ” In realtà chi sei tu per NON esserlo? Siamo figli di Dio. Il nostro giocare in piccolo, non serve al mondo. Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi cosicché gli altri non si sentano insicuri intorno a noi. Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini. Siamo nati per rendere manifesta la gloria di Dio che è dentro di noi. Non solo in alcuni di noi: è in ognuno di noi. E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso. E quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri ed il nostro amore si espande. La prima lezione d’amore infatti è non chiedere amore, ma dare amore. Diventiamo donatori di amore ! (#donatoridiamore )

*

Diciamo noi : la nostra paura più profonda è la nostra mancanza di unità, la nostra speranza più profonda è la comunione delle anime, e per armonizzare le due vi è solo la consapevolezza e la compassione buddista, che lascia all’intelletto il suo potere e alla preghiera l’espansione di quel sentimento di amore così abusato verbalmente ma così potente nel donare, nell’aprire porte, e nell’indicare via d’uscita.

Ci inchiniamo con riverenza verso la sofferenza di molti, ci inchiniamo con gratitudine verso la Terra, la nostra Madre che ha sostenuto tutto e perdonato tutto rifiorendo continuamente ed ora che con un URLO ci chiede aiuto, sarebbe appropriato che fosse ascoltato, meditato, sostenuto e liberato per una vera e proficua riconciliazione. Affrettarci nel cambiamento.

Noi siamo felici di essere dei terrestri,

così Madre Terra,

ci dispiace,

chiediamo scusa,

grazie,

ti amiamo, guariamo !


Grazie a voi per l’ascolto anche da parte degli Alberi,

Carmen ed Emmanuel

www.SpazioSacro.it

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Intraprenderete la Nuova Missione dell'Anima

Amata Famiglia di Luce, i cambiamenti e le trasformazioni sulla Terra continuano ad accelerare. Ci sono molta confusione e incertezza, mentre i vecchi sistemi iniziano a fallire e crollare e il nuovo inizia a manifestarsi. In questa fase, il crollo del vecchio sembra più evidente della nascita del nuovo, ma siate certi che la Nuova Terra, mentre si manifesta, si sta rafforzando.

 

Per coloro che sono stati Operatori di Luce, Guaritori e Insegnanti per molti anni c’e’ da Intraprendere la vostra Missione Animica Potenziata o Nuova nella Realtà della Nuova Terra

 

Per coloro che sono stati Operatori di Luce, Guaritori e Insegnanti per molti anni, recentemente c'è stato un periodo di confusione in cui vi siete sentiti insicuri di ciò che stavate facendo. O potreste aver sperimentato problemi di salute che sembravano trattenervi e farvi fermare e riposare, anziché lavorare anche quando sembrava ci fosse troppo da fare.

 

Questo sta a indicare che la vostra anima vi spinge a fermarvi e a smettere di lavorare mentre siete sottoposti a quello che si può definire un periodo di "ri-orientamento" che vi porterà in allineamento con la nuova direzione della vostra missione animica per questo nuovo tempo.

 

Queste nuove missioni hanno bisogno di nuove percezioni del sé, di come manifestare e creare e come guarire e allinearsi in queste nuove energie. Semplicemente non potete fare le stesse cose che facevate nella vecchia energia.

 

In passato, Amati, le vostre energie erano concentrate sulla transizione e il risveglio, come lavorare con il risveglio e come affrontare il trauma quando le persone si risvegliavano. Adesso, però, ci sono persone risvegliate a sufficienza sul pianeta per facilitare la creazione di un Modello per un'accelerazione di questo processo.

 

Ora, il bisogno è di creare un Modello per aiutare i risvegliati nella coscienza della Nuova Terra. Per farlo, dovete voi stessi essere una parte della creazione di quel Modello. Dovete vivere nella coscienza della Nuova Terra e con la coscienza del vostro ruolo come pioniere nel Nuovo. Dovete essere andati oltre la dualità e la coscienza vittimistica e aver creato una vita emancipata che libera anche gli altri.

 

Quando raggiungete questo spazio o posto di allineamento con la Coscienza Superiore e la vostra Anima, vi allineerete piuttosto naturalmente con la vostra nuova Missione Animica. Non dovete forzarla o cercarla. A volte, quello che è più necessario è semplicemente tranquillità e riposo completi così da poter sentire i bisogni dell'anima attraverso l'intuizione e la sincronicità.

 

Fatta questa connessione, avrete una di due opzioni:

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- o la Missione Animica Potenziata dove la vostra precedente missione animica sarà potenziata da nuove comprensioni e nuove direzioni,

-o avrete una missione completamente nuova.

Nel caso della Missione Animica Potenziata continuerete a lavorare con la saggezza che avete ottenuto nel corso del tempo, ma sarete consapevoli di nuove percezioni e nuovi approcci necessari per questo nuovo periodo.

 

Tuttavia, potreste anche avvertire il bisogno di allontanarvi completamente dal passato e di abbracciare qualcosa di completamente nuovo che meglio esprime il senso di chi siete adesso.

Questo sarà il processo che vi porterà verso una missione animica completamente nuova che è più allineata con i bisogni e le espressioni della Nuova Realtà. In questo caso, potreste essere attratti a un modo di vivere più creativo e più connesso alla Terra e che meglio esprime chi siete in questo momento.

 

Amati, è un entusiasmante momento di Cambiamento e Creazione.

 

Auguriamo a tutti voi una grande avventura di Tempo e Spazio nella creazione della vostra Nuova Terra.

 

 

http://www.stazioneceleste.it/starchild/energie/ener_OTT17.htm

 

grazie!

 

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L'AMORE E' CAMBIAMENTO.....

L'amore è fine a se stesso, e nell'amore non c'è più ego. Quando siete senza ego, c'è amore. Allora potete dare senza chiedere in cambio niente. Date perché dare è bellissimo, dividete perché dividere è stupendo ...

L’AMORE E’ CAMBIAMENTO

OSHO

L'amore è doloroso perché apre la strada all'estasi. L'amore è doloroso perché trasforma: l'amore è cambiamento.

Qualsiasi trasformazione è dolorosa perché occorre lasciare il vecchio per il nuovo.

Il vecchio è familiare, sicuro; il nuovo è assolutamente sconosciuto.  Ti muoverai in un oceano mai esplorato.

Non puoi usare la mente con il nuovo come facevi con il vecchio; la mente è molto abile, ma può funzionare con il vecchio,

non con il nuovo: ora è assolutamente inutile.

Per questa ragione nasce la paura; quando lasci il vecchio mondo - confortevole, sicuro - nasce il dolore.

È lo stesso dolore che prova il bambino quando esce dal ventre della madre.

È lo stesso dolore che prova il pulcino quando esce dall'uovo. È lo stesso dolore che prova l'uccellino quando prova a volare per la prima volta.
La paura dell'ignoto, l'insicurezza dell'ignoto, la sua imprevedibilità, ti spaventano moltissimo.


Dato che la trasformazione sarà dall'essere verso uno stato di non-essere, l'agonia è profondissima.

Ma non si può avere l'estasi senza passare per l'agonia.

Per purificare l'oro, esso deve passare attraverso il fuoco.
L'amore è fuoco.
È proprio a causa del dolore che l'amore procura, che milioni di persone vivono una vita senza amore.

Anche loro soffrono, ma la loro è una sofferenza inutile.

Soffrire per amore non è soffrire invano.

Soffrire per amore è creativo: ti porta a livelli più alti di consapevolezza.

 

Soffrire senza amore è un totale spreco, non ti porta da nessuna parte: continui a muoverti lungo il medesimo circolo vizioso.


L'uomo senza amore è narcisista, è chiuso. Conosce solo se stesso. Ma quanto può conoscere se stesso se non ha conosciuto l'altro?

Solo l'altro può essere per lui uno specchio. Non conoscerai mai te stesso se non conosci l'altro.

L'amore è fondamentale anche per la conoscenza di sé. La persona che non ha conosciuto l'altro in un rapporto profondo di amore,

di intensa passione, di totale estasi, non potrà nemmeno sapere chi è, perché non avrà uno specchio in cui osservare la sua immagine.


La relazione è uno specchio e, più l'amore è puro, migliore e più nitido sarà lo specchio.

Ma l'amore più alto richiede che tu sia aperto.

 

Richiede che tu sia vulnerabile. Devi lasciar andare la tua armatura, ed è doloroso.

Non devi stare sempre in guardia, devi abbandonare la mente e i suoi calcoli.

Devi rischiare, devi vivere pericolosamente.

L'altro può ferirti - è per questo che hai paura di essere vulnerabile. L'altro può rifiutarti - è per questo che hai paura dell'amore.
Il riflesso del tuo essere che scopri nell'altro potrebbe essere brutto - questa è la tua ansietà.

Evita lo specchio.  Ma non è che evitando lo specchio diventerai bello. Evitando la situazione, non puoi crescere. È necessario accettare la sfida.

Occorre entrare nell'amore. È il primo passo verso Dio, e non può essere aggirato.

Quelli che cercano di evitare lo spazio dell'amore, non raggiungeranno mai dio. È una necessità assoluta, perché diventi consapevole della tua totalità solo quando vieni stimolato dalla presenza dell'altro, quando la tua presenza viene rafforzata dalla presenza dell'altro, quando vieni aiutato a uscire dal tuo mondo chiuso, narcisista, e portato fuori sotto la volta infinita del cielo.


L'amore è un cielo, vastissimo. Essere in amore vuol dire mettere le ali.  Ma naturalmente, il cielo infinito fa paura.
Inoltre lasciare andare l'ego è molto doloroso perché ci hanno insegnato a coltivarlo. Pensiamo che l'ego sia il nostro unico tesoro. L'abbiamo protetto, decorato, l'abbiamo lucidato in continuazione e, quando l'amore bussa alla porta, tutto ciò che ci occorre per innamorarci è mettere da parte l'ego: è doloroso, certo. È il lavoro di tutta la tua vita, è tutto ciò che hai creato, questo ego orrendo, questa idea che sei separato dall'esistenza.
È un'idea brutta perché non è vera. È un'idea illusoria, ma la società esiste, è anzi basata proprio su questa idea che ogni persona è una persona, non una presenza.
La verità è che al mondo non esistono persone ma solo presenze. Non ci sei, non esisti come ego, separato dal tutto. Sei parte del tutto. Il tutto ti penetra, il tutto respira in te, pulsa in te, il tutto è la tua stessa vita.
L'amore ti dà la prima esperienza di armonia con qualcosa che non è il tuo ego. L'amore ti insegna per la prima volta che puoi entrare in armonia con qualcuno che non è mai stato parte del tuo ego.

Se puoi essere in sintonia con una donna, con un amico, con un uomo, se puoi essere in sintonia con il tuo bambino o con tua madre, perché non puoi esserlo con tutti gli esseri umani? E se essere in armonia con una sola persona ti dà tanta gioia, quale sarà il risultato se sarai in armonia con tutti gli esseri umani? Ma se puoi entrare in sintonia con tutti gli esseri umani, perché non anche con gli animali e le piante? Un passo porta al successivo.
L'amore è una scala: inizia con una persona, e finisce col tutto.

 

L'amore è l'inizio, Dio è la fine!

Aver paura dell'amore, aver paura dei dolori della crescita che l'amore procura, vuol dire rimanere chiusi in una cella oscura.


L'uomo moderno vive in una cella oscura: è narcisista. Il narcisismo è l'ossessione più grande della mente moderna. Il narcisista e’ anche nevrastenico.


E poi arrivano i problemi, problemi senza senso. Ci sono problemi che sono creativi perché ti portano a un livello più alto di consapevolezza. Ci sono problemi che non ti portano da nessuna parte, ti tengono solo legato, ti tengono nel caos del passato.

L'amore crea problemi; puoi evitarli, evitando l'amore.

Ma quelli sono i problemi essenziali! Bisogna affrontarli, viverli e passarci attraverso per andare oltre. L'unico modo per andare oltre, è di passarci attraverso.

L'amore è l'unica cosa che valga la pena di fare.

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Tutto il resto è secondario - va benissimo se è di sostegno all'amore. Tutto il resto è solo un mezzo, ma l'amore è il fine.

Quindi, per quanto sia doloroso, entra nell'amore.
Se non entri nell'amore - come hanno deciso molte persone - rimani intrappolato all'interno di te stesso.

Allora la tua vita non è un pellegrinaggio, non è un fiume che va verso l'oceano; la tua vita è una pozza stagnante, sporca, e molto presto resteranno solo lo sporco e il fango.

Per rimanere limpido, devi continuare a fluire. Il fiume rimane pulito perché scorre. Scorrere è il modo di rimanere sempre vergini.
Chi ama rimane vergine. Tutti gli amanti sono vergini.

Le persone che non amano non possono rimanere vergini: si addormentano, diventano stagnanti, e prima o poi - più prima che poi - iniziano a puzzare perché non hanno nessun posto dove andare. La loro è una vita morta.
L'uomo moderno si trova in questa situazione, e per questo motivo nevrosi di ogni genere, follie di ogni genere, sono rampanti.

Il disagio psicologico ha preso proporzioni epidemiche.

Non è che alcuni individui siano psicologicamente malati: la realtà è che la terra nel suo complesso è diventata un manicomio. Tutta l'umanità soffre di una specie di nevrosi.
Questa nevrosi nasce dal tuo ristagnare, dal tuo narcisismo.

Tutti sono stretti nell'illusione di avere un sé separato, e poi impazziscono. Questa follia è senza senso, è improduttiva, non creativa.

Non è vita questa, ma la causa, la causa fondamentale, è che abbiamo dimenticato il linguaggio dell'amore.

Non siamo più così coraggiosi da buttarci nell'avventura chiamata amore.


La gente è interessata al sesso, perché il sesso non è pericoloso.

È il fenomeno di un momento, non occorre coinvolgersi.

L'amore è coinvolgimento, è impegno. Non è un fenomeno del momento.

 

Quando ha messo le radici, può durare per sempre. Può diventare un impegno che dura tutta la vita.

L'amore ha bisogno di intimità; solo quando c'è intimità, l'altro diventa uno specchio.

Quando ti incontri con una donna o un uomo solo a livello sessuale, in realtà non vi incontrate affatto, avete evitato l'anima dell'altra persona.

Tu ne hai usato il corpo e sei fuggito, e anche l'altro ha usato il tuo corpo ed è fuggito. Non siete diventati abbastanza intimi da poter rivelare all'altro il vostro volto originario.
L'amore è il più grande koan Zen.
È doloroso, ma non evitarlo. Se lo eviti, perdi la più grande opportunità di crescere.

Entra in esso, con tutta la sua sofferenza, perché grazie alla sofferenza arriva una grande estasi.

 

Sì, c'è agonia, ma da questa agonia nasce l'estasi. Sì, dovrai morire come ego, ma rinascerai come dio, come buddha.

 

L'amore ti darà il primo assaggio del Tao, del Sufismo, dello Zen. Ti darà la prima prova che dio esiste, che la vita non è priva di significato.


Quelli che dicono che la vita non ha significato sono quelli che non hanno conosciuto l'amore.

In effetti stanno dicendo che nella loro vita è mancato l'amore.


Lascia che ci sia il dolore, lascia che ci sia la sofferenza. Passa attraverso la notte oscura, e arriverai a una bellissima alba. Solo nel grembo della notte oscura, il sole può evolversi. Solo attraverso la notte oscura arriva il mattino.


Il mio approccio qui è unicamente quello dell'amore. Ti insegno l'amore, solo l'amore e nient'altro.

Puoi dimenticarti di dio: è solo una parola vuota. Puoi dimenticarti delle preghiere: sono solo riti che ti sono stati imposti da altri.

L'amore è la preghiera naturale, non imposta da nessuno. Appare con te alla nascita. L'amore è il vero Dio, non il dio dei teologi, ma il dio di Buddha, Gesù, Maometto, il dio dei Sufi.

 

L'amore è una tariqa, un metodo per ucciderti come individuo separato e per aiutarti a diventare l'infinito. Scompari come goccia di rugiada e diventi l'oceano, ma per questo devi passare attraverso la porta dell'amore.


Certo, quando scompari come goccia di rugiada - e hai vissuto a lungo come goccia di rugiada - è doloroso, perché pensi: "Io sono questo, e ora questo sta scomparendo. Sto morendo".

Non stai morendo, è l'illusione che muore. Ti sei identificato con l'illusione, è vero, ma l'illusione è sempre un'illusione.

 

Solo quando svanisce, puoi vedere chi sei. Questa rivelazione ti porta alle vette più alte della gioia, dell'estasi, della celebrazione.

 

AMA E CELEBRERAI DIO, L’AMORE!

 

Osho

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Sulle condizioni dell’iniziazione

Vi sono degli ignoranti che s’immaginano che ci “si inizi” da soli, il che è una sorta di contraddizione in termini; dimenticando, se mai l’hanno saputo, che la parola initium significa “entrata” o “inizio”, confondono l’atto stesso dell’iniziazione, intesa in senso rigorosamente eti­mologico, con il lavoro da compiere in seguito perché tale iniziazione, da virtuale che è stata in principio, divenga più o meno pienamente effettiva. L’iniziazione, così intesa, è ciò che tutte le tradizioni si accordano nel designare come “seconda nascita”; come potrebbe, perciò, un essere agire da sé ancor prima d’essere nato? Sappiamo bene che cosa si potrà obiettare a questo: se l’essere è veramente “qualificato”, porta già in sé le possibilità che si tratta di sviluppare; per­ché, se le cose stanno così, non potrebbe realizzarle con il proprio sforzo, senza alcun intervento esteriore?

Non siamo nell’epoca primordiale in cui tutti gli uomini possedevano in modo normale e spontaneo uno stato che è oggi inerente a un elevato grado d’iniziazione; e d’altronde, a dire il vero, la stessa parola iniziazione in quell’epoca non poteva avere alcun senso. Siamo nel Kali-Yuga, ossia in un tempo in cui la conoscenza spirituale è divenuta na­scosta, e in cui solamente qualcuno può ancora raggiungerla, purché si ponga nelle condizioni richieste per ottenerla; ora, una di tali condizioni è precisamente quella di cui stiamo parlando, così come un’altra condizione è uno sforzo di cui gli uomini delle prime età non avevano ugualmente nessun bisogno, poiché lo sviluppo spirituale avveniva in essi in modo altrettanto naturale quanto lo sviluppo corporeo.

Vi sono degli ignoranti che s’immaginano che ci “si inizi” da soli, il che è una sorta di contraddizione in termini; dimenticando, se mai l’hanno saputo, che la parola initium significa “entrata” o “inizio”, confondono l’atto stesso dell’iniziazione, intesa in senso rigorosamente eti­mologico, con il lavoro da compiere in seguito perché tale iniziazione, da virtuale che è stata in principio, divenga più o meno pienamente effettiva.

espressioni come quelle di “dare la luce” e “ricevere la luce”, sono utilizzate per indicare, con riferimento rispettivamente all’iniziatore e all’iniziato, l’iniziazione in senso stretto, vale a dire la trasmissione vera e propria della virtualita’.

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Per parlare delle condizioni dell’iniziazione, e diremo innanzitutto, quantunque la cosa possa parere ovvia, che la prima di tali condizioni è una certa attitudine o disposizione naturale, senza la quale ogni sforzo risulterebbe vano, giacché l’individuo può evi­dentemente sviluppare solo le possibilità che porta in sé dall’origine; tale attitudine, che fa quello che taluni chiamano l’“iniziabile”, costituisce propriamente la “qualificazione” richiesta da tutte le tradizioni iniziatiche.

Del resto, questa condizione è la sola che sia, in un certo senso, comune all’iniziazione e al misticismo, giacché è chiaro che anche il mistico deve avere una disposizione naturale particolare, quantunque interamente diversa da quella dell’“iniziabile”, se non addirittura opposta per certi versi; ma tale condizione, per lui, se è del pari necessaria, è inoltre sufficiente; non ce ne sono altre che debbano aggiungersi a essa, e le circostanze fanno tutto il resto, facendo passare a loro piacimento dalla “potenza” all’“atto” queste o quelle altre possibilità che comporta la disposizione in questione. Ciò risulta direttamente da quel carattere di “passività” in un simile caso, non può infatti trattarsi di un qualsivoglia sforzo o lavoro personale, che il mistico non dovrà mai effettuare, e dai quali dovrà anzi invece guardarsi con cura, come da qualcosa che sarebbe in opposizione con la sua “via”, mentre, al contrario, per quanto riguarda l’iniziazione e dato il suo carattere “attivo”, un lavoro del genere costituisce un’altra condizione non meno strettamente necessaria della prima, e senza la quale il passaggio dalla “potenza” all’“atto”, che è propriamente la “realizzazione”, non può assolutamente effettuarsi[

Eppure, non è ancora tutto: finora abbiamo insomma soltanto sviluppato la distinzione, che avevamo posto all’inizio, dell’“attività” iniziatica e della “passività” mistica, per trarne la con­seguenza che, per l’iniziazione, v’è una condizione che non esiste e non può esistere per quanto riguarda il misticismo; ma v’è ancora un’altra condizione non meno necessaria di cui non abbiamo parlato, e che si situa in qualche modo tra quelle di cui abbiamo appena trattato. Tale condizione, sulla quale occorre tanto più insistere poiché gli Occidentali sono in generale abba­stanza portati a ignorarla o a sottovalutarne l’importanza, è inoltre, per la verità, la più caratte­ristica di tutte, quella che permette di definire l’iniziazione al di fuori di ogni possibile equi­voco, e di non confonderla con qualche altra cosa; in virtù di essa, il caso dell’iniziazione è delimitato assai meglio di quanto non può esserlo quello del misticismo, per il quale nulla di simile esiste.

È spesso assai difficile, se non del tutto impossibile, distinguere il falso misticismo dal vero; il mistico è, per definizione, un isolato e un “irregolare”, e talvolta non sa neppure lui chi è veramente; e il fatto che nel suo caso non si tratta di conoscenza allo stato puro, ma che pure ciò che è conoscenza reale è sempre interessata da una mescolanza di sentimento e d’im­maginazione, è inoltre ben lungi dal semplificare la questione; in ogni caso, si è in presenza di qualcosa che sfugge a qualsiasi controllo, cosa che potremmo esprimere dicendo che non esiste per il mistico alcun “mezzo di riconoscimento”. Si potrebbe dire anche che il mistico non ha “genealogia”, che egli non è tale se non per una sorta di “generazione spontanea”, e pensiamo che tali espressioni siano facili da capire senza ulteriori spiegazioni; pertanto, come si potrebbe affermare indubitabilmente che qualcuno è un mistico autentico e che un altro non lo è, quando invece tutte le apparenze possono essere sensibilmente le medesime?

Per contro, le contraffa­zioni dell’iniziazione possono sempre essere rivelate infallibilmente grazie all’assenza della condizione alla quale abbiamo appena accennato, e che altro non è se non il ricollegamento a un’organizzazione tradizionale regolare.

Vi sono degli ignoranti che s’immaginano che ci “si inizi” da soli, il che è una sorta di contraddizione in termini; dimenticando, se mai l’hanno saputo, che la parola initium significa “entrata” o “inizio”, confondono l’atto stesso dell’iniziazione, intesa in senso rigorosamente eti­mologico, con il lavoro da compiere in seguito perché tale iniziazione, da virtuale che è stata in principio, divenga più o meno pienamente effettiva.

L’iniziazione, così intesa, è ciò che tutte le tradizioni si accordano nel designare come “seconda nascita”; come potrebbe, perciò, un essere agire da sé ancor prima d’essere nato? Sappiamo bene che cosa si potrà obiettare a questo: se l’essere è veramente “qualificato”, porta già in sé le possibilità che si tratta di sviluppare; per­ché, se le cose stanno così, non potrebbe realizzarle con il proprio sforzo, senza alcun intervento esteriore?

È questa infatti una cosa che è permesso prevedere teoricamente, a condizione di concepirla come il caso di un uomo “nato due volte” fin dal primo momento della sua esistenza individuale; ma, se ciò non presenta impossibilità di principio, v’è nondimeno un’impossibilità di fatto, nel senso che ciò è contrario all’ordine stabilito per il nostro mondo, perlomeno nelle condizioni attuali.

Non siamo nell’epoca primordiale in cui tutti gli uomini possedevano in modo normale e spontaneo uno stato che è oggi inerente a un elevato grado d’iniziazione]; e d’altronde, a dire il vero, la stessa parola iniziazione in quell’epoca non poteva avere alcun senso. Siamo nel Kali-Yuga, ossia in un tempo in cui la conoscenza spirituale è divenuta na­scosta, e in cui solamente qualcuno può ancora raggiungerla, purché si ponga nelle condizioni richieste per ottenerla; ora, una di tali condizioni è precisamente quella di cui stiamo parlando, così come un’altra condizione è uno sforzo di cui gli uomini delle prime età non avevano ugualmente nessun bisogno, poiché lo sviluppo spirituale avveniva in essi in modo altrettanto naturale quanto lo sviluppo corporeo.

Si tratta quindi di una condizione la cui necessità s’impone in conformità con le leggi che governano il nostro mondo attuale; e, per farlo meglio comprendere, possiamo ricorrere qui a un’analogia: tutti gli esseri che si svilupperanno nel corso di un ciclo sono contenuti fin dal principio, nello stato di germi sottili, nell’“Uovo del Mondo”; pertanto, perché non potrebbero nascere nello stato corporeo da soli e senza genitori? Neppure questa è un’impossibilità assolu­ta, ed è possibile concepire un mondo in cui ciò avverrebbe; ma, in realtà, questo mondo non è il nostro. Facciamo, beninteso, una riserva per le anomalie; può accadere che vi siano dei casi eccezionali di “generazione spontanea”, e, nell’ordine spirituale, abbiamo noi stessi applicato poco fa quest’espressione al caso del mistico; ma abbiamo anche detto che questi è un “irrego­lare”, mentre l’iniziazione è cosa essenzialmente “regolare”, che non ha niente a che vedere con le anomalie. Inoltre, occorrerebbe sapere esattamente fin dove queste possono spingersi; an­ch’esse devono pur rientrare in definitiva in qualche legge, giacché tutte le cose non possono esistere che come elementi dell’ordine totale e universale. Questo solo, se ci si volesse riflettere bene, potrebbe bastare per far pensare che gli stati realizzati dal mistico non sono precisamente gli stessi di quelli dell’iniziato, e che, se la loro realizzazione non è soggetta alle stesse leggi, è perché si tratta effettivamente di qualcos’altro; ma possiamo ora accantonare interamente il caso del misticismo, sul quale abbiamo detto abbastanza per quel che ci proponevamo di comprova­re, per considerare esclusivamente solo quello dell’iniziazione.

Ci resta infatti da precisare il ruolo del ricollegamento a un’organizzazione tradizionale, che non può, beninteso, dispensare in nessun modo dal lavoro interiore che ciascuno può compiere solo da sé, ma che è richiesto, come condizione preliminare, perché tale lavoro possa effettiva­mente portare i suoi frutti.

Si deve capire bene, fin d’ora, che coloro che sono stati stabiliti come depositari della conoscenza iniziatica non possono comunicarla in un modo più o meno parago­nabile a quello con cui un professore, nell’insegnamento profano, comunica ai suoi allievi delle formule libresche che essi dovranno solo immagazzinare nella loro memoria; qui si tratta di qualcosa che, nella sua stessa essenza, è propriamente “incomunicabile”, poiché sono degli stati da realizzare interiormente. Quanto si può insegnare, sono solamente dei metodi preparatori per l’ottenimento di tali stati; ciò che può essere fornito dall’esterno al riguardo, è insomma un aiuto, un appoggio che facilita grandemente il lavoro da compiere, e anche un controllo che elimini gli ostacoli e i pericoli che possono presentarsi; sono tutte cose tutt’altro che trascurabili, e colui che ne fosse privato correrebbe il grosso rischio d’incorrere in un fallimento, ma ancora questo non giustificherebbe interamente quel che abbiamo detto quando abbiamo parlato di una condi­zione necessaria.

Comunque non è quello cui intendevamo riferirci, almeno in modo immediato; sono tutte cose che intervengono solo secondariamente, e in certo qual modo a titolo di conse­guenze, dopo l’iniziazione intesa nel suo senso più stretto, quale abbiamo indicato sopra, e allorché si tratti di sviluppare effettivamente la virtualità che essa costituisce; ma ancora biso­gna, prima di tutto, che simile virtualità preesista. È dunque in modo diverso che dev’essere intesa la trasmissione iniziatica propriamente detta, e non potremmo caratterizzarla meglio se non dicendo che essa è essenzialmente la trasmissione di un’influenza spirituale; dovremo tornarvi più ampiamente, ma, per il momento, ci limiteremo a determinare più esattamente il ruolo che gioca tale influenza, tra l’attitudine naturale prima inerente all’individuo e il lavoro di realizzazione che compirà in seguito.

Abbiamo fatto notare in altro luogo che le fasi dell’iniziazione, così come quelle della “Grande Opera” ermetica che non ne è in fondo che una delle espressioni simboliche, riprodu­cono quelle del processo cosmogonico; tale analogia, che si fonda direttamente su quella tra il “microcosmo” e il “macrocosmo”, permette, meglio di ogni altra considerazione, d’illuminare la questione di cui si tratta presentemente.

Si può dire, infatti, che le attitudini o possibilità incluse nella natura individuale sono innanzitutto, in quanto tali, soltanto una materia prima, cioè una pura potenzialità, in cui non v’è nulla di sviluppato o di differenziato; si tratta perciò dello stato caotico e tenebroso, che il simbolismo iniziatico fa precisamente corrispondere al mondo pro­fano, e nel quale si trova l’essere che non è ancora pervenuto alla “seconda nascita”. Perché questo caos possa incominciare a prender forma e a organizzarsi, occorre che una vibrazione iniziale gli sia comunicata dalle potenze spirituali, che la Genesi ebraica indica con il nome di Elohim; tale vibrazione è il Fiat Lux che illumina il caos, e che è il punto di partenza necessario di tutti gli sviluppi ulteriori; e, dal punto di vista iniziatico, quest’illuminazione è precisamente costituita dalla trasmissione dell’influenza spirituale della quale abbiamo appena parlato[9]. Per­tanto, e in virtù di tale influenza, le possibilità spirituali dell’essere non sono più la semplice potenzialità che erano prima; esse sono divenute una virtualità pronta a svilupparsi in atto nei diversi stadi della realizzazione iniziatica.

Possiamo riassumere tutto quanto precede dicendo che l’iniziazione implica tre condizioni che si presentano in modo successivo, e che si potrebbero far corrispondere rispettivamente ai tre termini di “potenzialità”, “virtualità” e “attualità”:

1. la “qualificazione”, costituita da certe possibilità inerenti alla natura propria dell’individuo, e che sono la materia prima sulla quale il lavoro iniziatico dovrà effettuarsi;

2. la trasmissione, per il tramite del ricollegamento a un’orga­nizzazione tradizionale, di un’influenza spirituale che conferisce all’essere l’“illuminazione” che gli permetterà d’ordinare e di sviluppare queste possibilità che porta in sé;

3. il lavoro interiore mediante il quale, con l’aiuto di “ausili” o di “supporti” esteriori eventuali e soprattutto durante i primi stadi, tale sviluppo sarà realizzato gradualmente, facendo passare l’essere, di scalino in scalino, attraverso i differenti gradi della gerarchia iniziatica, per condurlo alla meta finale della “Liberazione” o dell’“Identità Suprema”. 

espressioni come quelle di “dare la luce” e “ricevere la luce”, usate per indicare, con riferimento rispettivamente all’iniziatore e all’iniziato, l’iniziazione in senso stretto, vale a dire la trasmissione vera e propria della virtualita’.

René Guénon

le conoscenze d’ordine dottrinale, che sono indispensa­bili all’iniziato, e la cui comprensione teorica è per lui una condizione preliminare d’ogni “realizzazione”, possono mancare interamente al mistico; da qui viene sovente, in quest’ultimo, oltre alla possibilità di errori e di molteplici confusioni, una strana incapacità d’esprimersi in modo intelligibile.

D’altronde dev’essere beninteso che le conoscenze in questione non hanno assolutamente niente a che vedere con tutto quel che è soltanto un’istruzione esteriore o “sapere” profano, che non ha qui alcun valore, come spiegheremo ancora in seguito, e che pure, tenuto conto di che cos’è l’istruzione moderna, costituirebbe piuttosto un ostacolo che non un aiuto in molti casi; un uomo può benissimo non sapere né leggere né scrivere e raggiungere nondimeno i gradi più elevati dell’iniziazione, e casi del genere non sono rarissimi in Oriente, mentre vi sono degli “studiosi” e persino dei “geni”, secondo il modo di vedere del mondo profano, che non sono “iniziabili” a nessun titolo.

Ricordiamo qui l’adagio scolastico elementare: «per agire, bisogna essere».

Lettera e Spirito

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IN VIAGGIO VERSO LA PASQUA - SETTIMA E OTTAVA TAPPA

Venerdi’ Santo la Crocifissione

 

PASSIONE E MORTE DI GESU’

E per tutti coloro che soffrono e muoiono per la verita’

 

AmatI, mi dispiace, ma so che e’

per amore! PER L’ESEMPIO, PER LA VITTORIA

Grazie!

 

Gesu’ non rinunciava mai a nessuno, nemmeno  se le persone lo abbandonavano

 

Come avra’ fatto il PADRE a far bere “il calice della passione” a Gesu’?

 

Il figlio aveva compreso che il calice era inevitabile e per questo si arrese alla sua volonta’.

Egli pensava che se avesse fallito anche il piano di Dio  e quindi la redenzione dell’umanita’ non avrebbe avuto luogo,

ne’ si sarebbe realizzata la liberazione dalle miserie e nessuna creatura avrebbe raggiunto l’eternita’.

 

Mentre pregava nell’orto del Getzemani  la volonta’ di Gesu’ non ebbe risposta dal Padre ma non per questo egli smise di pregare.

Perche’ pregava?

Perche’ quel dialogo silenzioso lo sosteneva, irrorava la sua anima di speranza e gli restituiva le forze.

 

Forse per il Padre morire in croce sarebbe stato piu’ sopportabile che vedere il proprio figlio rimanere tranquillo pur essendo percosso, rimanere docile pur essendo ingiuriato, essere tollerante pur essendo flagellato, avere la liberta’ di riuscire ad amare e perdonare pur essendo annichilito sulla croce.

 

Gesu’ compi’ la volonta’ del Padre affinche’ “essendo Dio divenuto uomo, l’Uomo diventasse Dio”

Quindi bere l’amaro calice non corrispondeva a soffrire come un povero miserabile ,ma alla realizzazione dell’ambizioso progetto di Dio: infondere l’immortalita’ nell’uomo temporale.E nell’immortalita’ c’e’ l’amore! 

 

Il venerdi’ santo GESU’ muore sulla croce per questo.

-

8° tappa

CRISTO  e’ una persona emozionalmente sana perche’:

-           Proteggeva le proprie emozioni nei momenti di maggior tensione

-           Filtrava gli stimoli stressanti

-           Non trasformava la sua memoria in una pattumiera delle miserie dell’esistenza

-           Non viveva in funzione delle offese e del rifiuto della societa’

-           Era convinto di cio’ che pensava e gentile nell’esporre le sue idee

-           Viveva l’arte del perdono, era cioe’ capace di riprendere in qualunque momento il dialogo con le persone che gli avevano creato frustrazioni

-           Investiva in saggezza per affrontare i momenti duri della vita

-           Non fuggiva di fronte alla sofferenza ma l’affrontava con lucidita’ e dignita’

-           Gestiva i suoi pensieri con liberta’  e non lasciava che idee negative prendessero il sopravvento nella sua mente

-           Era un agente trasformatore della sua storia

-           Non soffriva per ansia da anticipazione

-     ;     Spezzava ogni tipo di carcere intellettuale

-           era dotato di raziocinio brillante perche’ prendeva in considerazione ogni possibilita’

-           non gravitava intorno alla fama e non perdeva mai il contatto con le cose semplici

-           era socievole, gradevole e rilassante

-           sapeva condividere i suoi sentimenti e parlare di se’

-           viveva l’arte dell’autenticita’

-           viveva l’arte della motivazione

-           non si aspettava molto dalle persone che lo circondavano, nemmeno dai piu’ intimi anche se si donava intensamente a loro

-           aveva una pazienza enorme nell’insegnare

-           non rinunciava mai a nessuno, nemmeno se le persone lo abbandonavano

 

GRAZIE Gesu’

Carmen joti ed Emmanuel

 

Gesù non si occupava di RELIGIONI ma dell'UOMO

Si noti che Gesù non ha mai presentato una visione della sfera spirituale di tipo mercanteggiante, ovvero finalizzata a presunti benefici da realizzarsi nell'aldilà. Gesù è sempre concentrato sull'interiorità dell'uomo, sul suo essere qui-ed-ora, sulla mente.

A coloro che venivano guariti da malattie  (come la paralisi isterica, Gesù diceva: "la tua fede ti ha salvato".  Nessun intervento magico o miracolistico, semplicemente Gesù riteneva che la nostra mente, la nostra fede, può "spostare le montagne". Non la religione, non i riti né i sacrifici, ma la nostra fede, ovvero la profonda intenzione della nostra mente.

Basti pensare a celebri detti di Gesù come "chi vuole salvare la sua vita la perderà" oppure "non siate ansiosi per il futuro".

Secondo Gesù, la condizione umana richiede di essere riscattata, "salvata", dal proprio stato di sofferenza attraverso un cammino di illuminata comprensione e consapevolezza, basata NON SULLE COSE ESTERIORI (come appunto cerimonie religiose, ecc.) ma sull'INTERIORITA'

"Il Regno di Dio è dentro di voi"

che non ha bisogno di RIVERENTI OBBEDIENZE A POTERI RELIGIOSI

…"Non chiamate nessuno sulla terra vostro Padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli"…

ma di RITROVARE il Divino in SE' STESSI,  NELLA MEDITAZIONE ("Quando preghi, chiuditi a chiave nella tua camera…..").

Gesù, il Monoteismo e la "fede non religiosa"

Si potrebbe certamente osservare che Gesù, da bravo ebreo,  fa costantemente riferimento al concetto di Dio.

Tuttavia possiamo osservare alcuni elementi interessanti:

Innanzitutto, Gesù non teorizza un "intervento" divino nella sfera umana, e NON C'E' una comoda "PROTEZIONE DIVINA" ma l'uomo deve comunque assumersi le sue responsabilità, valutare le sue possibilità e soprattutto gli EFFETTI del suo agire.

Infatti, quando Gesù prese posizione su una catastrofe che accadde in quel periodo (chissà perché ma questo è uno degli episodi dei vangeli meno conosciuti) ovvero il crollo della torre di Siloe, che uccise 18 persone, non disse che si trattava di una "punizione divina"

Si trattava di un  accadimento  che NON DOVEVA ESSERE STRUMENTALIZZATO per ricavarne alcun principio (vangelo di Luca, cap. 13).

Egli affermò tuttavia che sia chi muore in simili incidenti sia chi sopravvive, si trovano esattamente nella stessa condizione, perché il vero bene per dell'uomo non è "sopravvivere alla morte" ma "convertirsi", ovvero ricercare quella trasformazione interiore senza la quale non c'è molta differenza qualitativa tra vivere, sopravvivere o morire.

Quindi Gesù è senz'altro concentrato non su un mero attaccamento alla vita fisica, ma su una dignità umana QUALITATIVA.

GRAZIE GESU’

 

GESU’ DEI DOLORI E DELLA BELLEZZA

GESU’ DELLA FORZA E DEL CORAGGIO

 

GESU’ DEI CIELI LIMPIDI E DELLE VALLI OSCURE

 

GESU’ DELLE PREGHIERE E DEI SILENZI

 

GESU’ DELLE SPINE E DELLE ROSE

 

GESU’ FIGLIO E GESU’ PADRE

 

GESU’ DELL’INTEGRITA’ E DELLA DOLCEZZA

 

GESU’ DELL’AMORE INCONDIZIONATO

 

GESU’ AMATO

 

GRAZIE!

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